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La chiesetta di San Nicola risale al sec. XVII. Essa ha
modestissima facciata sormontata dalla statua lapidea del santo, e il blasone
della famiglia Leuzzi; anche l'interno è un'aula piccola con un solo altare
dominato da un'altra statua del vescovo di Mira San Nicola, insieme alla Chiesa
extramoeniale della Madonna dell'Ogeditria, è
la sola superstite delle tante chiese greche galatonesi nelle quali si
officiava, fino a tutto il secolo XV, nella liturgia orientale.

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dicembre - S. Nicola vescovo
In
S. Nicola, vescovo di Mira (Licia) nel IV secolo, abbiamo un gran numero di
notizie, ma è difficile distinguere le poche autentiche dalla dovizia di
leggende fiorite intorno a questo popolarissimo santo, la cui immagine viene
ogni anno riproposta dai commercianti nelle vesti di «babbo Natale» (Nikolaus
in Germania e Santa Claus nei paesi anglosassoni), un rubicondo vecchio dalla
barba bianca, fluente, e con una bisaccia colma di doni sulle spalle.
Il suo culto si è diffuso in Europa quando le sue presunte reliquie, trafugate
da Mira da 62 soldati baresi, e portate in salvo sottraendole alla profanazione
degli invasori turchi, vennero collocate con grande onore nella cattedrale di
Bari, il 9 maggio 1087. Le reliquie erano state precedute dalla fama di grande
taumaturgo e dalle colorite leggende. «Nicolaio - si legge nella Leggenda
atirea - trasse il suo nascimento da ricche e sante persone. Il primo die che
tue bagnato, stette per se medesimo ritto nel bacino... », bimbo di eccellente
fibra, e già incline all'ascesi poiché, come soggiunge la Leggenda, il
mercoledì e il venerdì rifiutava il latte materno. Fatto grandicello, «schifava
le dissoluzioni e le vanità e usava la chiesa maggiormente ».
Elevato alla dignità episcopale per soprannaturale ispirazione dei vescovi
raccolti in concilio, il santo pastore ebbe cura del suo gregge, distinguendosi
soprattutto per la sua generosa carità. « Un suo vicino, pervenuto a
grandissima povertà, tre sue figliole vergini ordinò di mettere al peccato,
acciò che di quella vituperosa mercantia potesse nutricare sé e le sue
figliole... » .
Perché fosse evitato questo impietoso lenocinio, S. Nicola, passando nottetempo
davanti alla casa di quel poveretto, per tre volte vi gettò una borsa di monete
d'oro e le tre figliole, con la dote ebbero anche un buon marito. Il suo
patrocinio su ragazzi e scolaretti sembra dovuto a un altro fatto leggendario:
il vescovo avrebbe addirittura risuscitato tre fanciulli, uccisi da un macellaio
per farne tenere fettine.
Si narra ancora che, invocato da alcuni marinai durante una furiosa tempesta in
mare, egli comparve loro e l'uragano s'acquetò all'istante. Pare infatti che
con i marinai avesse un conto aperto: durante una carestia aveva ottenuto da una
nave frumentaria una buona porzione di grano per i suoi fedeli; poi, al
controllo degli esattori, si riscontrò che il carico era completo. Nel medioevo
drammi e giochi ebbero a protagonista il santo taumaturgo. Oggi, pur sotto le
mentite spoglie di « Babbo Natale», S. Nicola ci ricorda il grande
comandamento dell'amore.

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