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Sommario

 

Corpus Domini

Io sono il pane vivo disceso dal cielo chi mangia di questo pane vivrà in eterno” (Giov. 6.5)

Cristo in modo mirabile rimane in mezzo a noi ci fa partecipare al suo sacrificio di redenzione e si fa nostro cibo.

Egli offre il suo corpo per noi. Il suo sacrificio porta pace e salvezza a tutto il mondo.

La Chiesa si nutre del Corpo e del Sangue del Signore e fa di tutti i suoi figli “un solo corpo e un solo spirito in Cristo”

In Lui c’è l’unità, la carità e la missionarietà dei credenti .

“O Signore Gesù, accresci in noi la certezza, la fiducia e l’amore, rafforza i deboli consola gli afflitti e dona la tua speranza ai morenti.


E' una parola

Anche le parole hanno il loro momento di celebrità. Le usiamo, tutte, con tanta facilità e disinvoltura e ci accorgiamo del loro significato specifico quando, per un qualsiasi incidente di parlata, se ne ha modo di rilevarne il contenuto.

Si consideri la grande stagione che sta vivendo il termine “attimino”, espropriato, di fatto, del suo significato cronologico, per essere sottoposto alla “tortura” di accoppiamenti di tutt’altro genere: si veda un attimino bello, un attimino ferito, perfino un attimino morto…e via attiminizzando…

Prendete la particella avverbiale purtroppo: quante volte l’abbiamo pronunciata nelle nostre conversazioni ma, lo ricordate? ha avuto il suo momento di rinomanza (non destinata a durare, come per gli avvenimenti, non tanto a lungo) all’inizio della scorsa estate, quando l’ha pronunciata il Presidente del Consiglio, ancora in carica (G. Amato), in merito a una manifestazione che si doveva tenere a Roma e che aveva suscitato perplessità e critiche (il world gay pride, precisamente). Il Primo Ministro l’aveva legittimata in nome della Costituzione che, ebbe a dire, purtroppo garantisce i diritti di tutti i cittadini.

L’avesse pronunciata un cittadino qualsiasi, non avrebbe fatto né caldo, né freddo, ma sulla bocca di un tale Personaggio, rivestito di una così alta carica, ha avuto un duplice effetto: quello di farla emergere dal suo apparente grigiore e quello, di conseguenza, di promuoverla a titoli privilegiati sulle prime pagine dei giornali.

Non entro in merito all’ “opportunità” (altra parola che, all’epoca, la si legò nella stessa circostanza e dallo stesso personaggio) di pronunciarla. Mi limito solo ad osservare (anche se è acqua ormai passata) che chi l’ha pronunciata non era uno sprovveduto, ma conosciuto come un fine costituzionalista, celebre per le sue “sottigliezze” di linguaggio giuridico, e non solo. Leggemmo tutti, sempre a suo tempo, il “processo” che fu fatto a quel purtroppo, riconosciuto dallo stesso Amato come una “gaffe” e, forse, riconducibile semplicemente a un intercalare che tutti usiamo nei nostri quotidiani discorsi: chi di noi ne è immune…scagli la prima pietra.

A proposito di intercalari e di purtroppo, ricordo benissimo di un Sacerdote di Galatone che di purtroppo imbottiva abbondantemente le sue omelie, seminandone tutti i passaggi, come successe il giorno dell’Assunta: ne declamò la solennità (lo richiedeva, forse, il clima della Festa!) con un purtroppo, la Madonna fu assunta in Cielo! Non credo proprio che…l’Interessata o…Chi per Lei se la siano presa più di tanto, eppure…la posta in gioco non era di poco conto…

Se si dovesse fare l’esame contenutistico di questo avverbio, ci si accorgerebbe subito che, di fatto, ha un significato riduttivo, se non negativo.

Lo usiamo per mettere in risalto la negatività di una espressione. Non diciamo: purtroppo sta bene, purtroppo si sta divertendo (anche qui usato eventualmente per invidia o per gelosia), fino all’estremo: purtroppo non c’è nulla da fare…

Non c’è da colpevolizzarlo eccessivamente, comunque, almeno che non venga pronunciato con intenzione volutamente negativa: cosa che si può verificare purtroppo!

Il fatto poi che, dopo averlo scritto, lo facciamo normalmente accompagnare da un punto esclamativo, ci fa intravedere come lo usiamo comunemente con difficoltà, con imbarazzo addirittura. Preferiremmo quasi non usarlo per quel significato di negatività di cui si parlava.

Insomma, non è bello per nulla sentirsi dire: lei purtroppo non ha superato le prove, tu, purtroppo, sei stato bocciato, purtroppo le notizie che le debbo dare non sono buone…e via discorrendo.

Una parola, apparentemente così innocua, ma col potere di far scatenare un turbinio di sensazioni e di sconforto. Ve l’immaginate, voi, un purtroppo sulla bocca di un medico?

Debbo ammettere, per me è stata la circostanza di un discorso in Parlamento che mi ha fatto approfondire tutta la sua temibilità e la paura di doverlo ascoltare o di doverlo dire: è stato all’origine di queste “divagazioni” che avrei voluto scrivere allora, ma urgevano altri temi che dovevano avere la precedenza.

Mi auguro, comunque, che l’uso dell’avverbio in questione, con il suo significato limitativo, sia ristretto alla sola sfera terrestre.

Mi dispiacerebbe…da morire se S. Pietro, nell’aldilà, avesse ad usarmelo per non farmi varcare quella soglia o me la dovesse far varcare a malincuore, con un purtroppo che sapesse solo di permesso forzato. Sono sicuro che dopo, alla presenza di Qualcun Altro, sicuramente meno fiscale e pignolo, scomparirebbe del tutto, sostituendosi al altri avverbi, di tutt’altro significato.

Ci potrebbe essere solo il rimorso di averlo usato con una certa frequenza tra di noi, con il sollievo di non doverlo più fare in un genere di discorsi che non lo conoscono più.

Forse ripenseremo, sempre lassù, al nostro arrampicarci per trovare termini e vocaboli per camuffare con discorsi contorti il nostro egoismo e le nostre grettezze. Il purtroppo continuerà ad imbastire le nostre conversazioni su questa terra, rientrerà nel suo anonimato abituale e, forse, non lo so, rimpiangerà il suo momento di celebrità, in attesa, magari, di una nuova “gaffe” di un certo peso che ci farà riflettere ancora sul suo significato.

Lo spazio sta per finire, purtroppo: se siete portati a pronunciarlo vuol dire che non ho scritto proprio delle banalità.

 

P. S. Dopo tutti gli argomenti seriosi che abbiamo trattato durante l’anno, mi è sembrato più acconcio sceglierne uno meno pesante, più ameno in sintonia con la bella stagione che, non certamente purtroppo, è ormai iniziata.

 

                                                                                                                                                  Don Antonio Resta


Angeli messageri di Dio

 

Le recenti trasmissioni televisive sugli angeli forse hanno creato in parecchi di noi un po’ di confusione. Chiariamo il concetto: gli Angeli, dopo Maria, sono le creature più nobili uscite dalla mente di Dio. Loro, prima ancora dei Santi, meritano il nostro culto. Sono purissimi spiriti, vale a dire esseri forniti d’intelligenza e volontà, ma non hanno il limite del corpo materiale e tuttavia possono prendere sembianza sensibile. S. Giovanni l’evangelista, rapito in estasi, come egli stesso scrisse nell’Apocalisse, vide davanti a sé un Angelo, ma di tanta maestà e bellezza che egli lo credette Dio e si prostrò per adorarlo, ma l’Angelo prontamente gli disse: ”Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli i profeti e come quelli che custodiscono le parole di questo libro. È Dio che devi adorare!”

Secondo la Sacra Scrittura sono nove i cori angelici: Angeli, Arcangeli, Principati, Podestà, Virtù, Dominazioni, Troni, Cherubini, Serafini.

Conosceremo sicuramente la storia dell’Angelo diventato il Diavolo e come si ribellò a Dio: “Salirò al cielo….sarò simile all’Altissimo”. Il Diavolo era convinto di poter fare superbamente da solo.

Chi di noi non conosce i “Magnifici tre”, gli Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele?

Michele vuol dire Chi come Dio, Gabriele significa Forza di Dio, Raffaele significa Medicina di Dio; Tra quelli a noi più vicini c’è l’Angelo Custode, una figura molto importante che ci accompagna dall’infanzia fino all’ora della morte. La vita umana è circondata dalla sua protezione e intercessione. Nelle nostre preghiere, spesso ci dimentichiamo di questa importante e significativa presenza. Un’anima privilegiata, Santa Francesca Romana, onorava continuamente il suo Angelo Custode, conversando con lui, e non dimenticando mai di lasciare accanto a sé un posto libero per lui. Ricordo ancora la famosa frase del Card. Charles Journet: “Gli Angeli si rivelano, ma soltanto a coloro che li amano e li invocano.” Nel Vangelo molti sono i riferimenti agli Angeli, altrettanto nell’Antico Testamento.

Cerchiamo di vedere negli Angeli le creature che Dio ha donato per indicarci la retta via, sforzandoci di avere più confidenza con loro, specialmente con il nostro Angelo Custode.

                                                                                                                                                  Giuseppe Musardo


IL MARE

IL mare…

Ho scrutato

Il suo

Orizzonte

Infinito:

buio

luminoso

opaco:

il turbinio

delle onde

lo frastaglia

di mille pensieri:

variamente

colorati.

                                                                                                                     A. R.


 

Assemblea Parrocchiale

Domenica 10 giugno

Presso la Lunella

 

Il 10 giugno la nostra Comunità parrocchiale si riunisce presso la Lunella per trascorrere una giornata di ritiro spirituale in ascolto della parola e riflettere sul cammino di fede fatto e da fare.

Perciò al convegno è indispensabile la partecipazione di tutti i componenti i gruppi e Associazioni della parrocchia e di quanti in quest’anno sono stati impegnati nella pastorale.

 

PROGRAMMA

 

16.00 Recita dei Vespri

16.30 Relazione tenuta da Mons. A. Resta

18.00 Interventi

19.00 S. Messa in parrocchia

 

Si raccomanda la partecipazione e la puntualità.


17- Giugno

Festa del Corpus Domini

 

Ore 19.00

Concelebrazione nella parrocchia

dei Santi Medici e processione

eucaristica

per le vie della parrocchia .


Festa di S. Anna e S. Gioacchino

Anche quest’anno, il 26 luglio la nostra Comunità Parrocchiale onorerà i Santi Gioacchino ed Anna, venerabili genitori della Madonna.

La ricorrenza liturgica ci da l’occasione di riflettere sull’ irrinunciabile e insostituibile compito dei genitori primi responsabili della nascita, crescita e formazione civile e religiosa dei figli.

La famiglia deve essere soggetto e oggetto di ogni attenzione da parte dello Stato e della Chiesa.

La famiglia di Maria Santissima è modello ed esempio per tutte le famiglie, oggi di essere emarginate o sottovalutate, perché possano essere fonte di vita e di fede.

Il programma della festa prevede incontri di preghiera e di riflessione per i genitori, per i nonni e per le mamme in attesa.

Inoltre prevede manifestazioni civili con addobbi, luminarie concerti bandistici e fuochi artificiali.


Campo scuola A.C. 2001 in Valle d'Aosta

 

E’ ormai consuetudine, per il gruppo giovanissimi, completare il cammino formativo annuale con il campo scuola che, quest’anno, dall’8 al 15 luglio, ci vedrà cimentati in percorsi “alpinistici” nella caratteristica e affascinante Valle d’Aosta e, precisamente, ai piedi del monte Cervino, in località Valtournanche.

Occasione, quindi, di ammirare le bellezze del Creato, ma anche di rinsaldare i vincoli di amicizia tra i vari componenti del gruppo che quest’anno vedrà anche la partecipazione dei dodici - quattordicenni.

Non mancheranno gli spazi di preghiera e formazione, alternati a doverosi momenti di svago e divertimento.

“Quando saremo sulle alte vette … sarete tutti con noi!!!”

                                                                                                                                       Gli educatori A.C.R.


Ciao....

 

La direzione avverte i suoi gentili lettori che nei mesi estivi sarà 

sospesa la pubblicazione de “il foglio”

Ringrazia tutti i coloro che hanno collaborato editorialmente 

e tutti coloro che hanno sostenuto economicamente la pubblicazione.

Auguri di Vacanze serene.


 

       

  La lingua ti lu tata

 

Glossarietto galatonese

Vocaboli in estinzione  a cura di Vittorio Zacchino

 

Nturnisciare

attorniare, circondare, circuire (si nturnescia di gente fiacca = si circonda di persone di malaffare)

Nubbiare

annebbiare, anestetizzare

Nubbiu

anestetizzazione di chi viene sottoposto a operazione

Nuegghia

nuvola

Nuena

novena

Nunnu-a

padrino-madrina. Appellativi rispettosi rivolti alle persone anziane (Nunna Maria = Signora Maria ;Nunnu Tore = Signor Salvatore)

Nutrizza

nutrice, balia

Nuzzulu

nocciolo

Nzacaredda

nastro, fettuccia

Nzerta

serto, intreccio, infilzata (ad es.di foglie di tabacco)

Nziddisciare

piovigginare

Nzinu

Vincenzino

Nzurare

ammogliarsi, sposarsi (dal lat.uxor = moglie)

Nzurtare

insultare, sfottere

Obbricazione

obbligo, impegno

Occhiu

occhio. Occhiu no bbete, core no schianta = Se l’occhio non vede, il cuore non ha ragione di spaventarsi. A bbocchiu = falsamente. Na minatu l’occhiu a nna carosa = sta corteggiando una ragazza.

 Fare l’occhiu rizzu = fare l’occhiolino

Occula

chiocciola

Oe-oi

bue-buoi (ha pierzu li oi e bbae cchiandu li ruagni = ha perduto i buoi e va cercando le corde, un detto che si usa nei riguardi di chi, dopo che ha sciupato tutto, cerca di fare inutili economie.

Onestità

onestà

Onza

oncia, appena un po’ (m’aggiu mangiatu n’onza ti pane = ho mangiato appena un po’ di pane)

 

                                              

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