
Con il periodo dell’Avvento inizia il nuovo Anno liturgico. In vista del Natale la Chiesa ci esorta a curare maggiormente i rapporti con Dio mediante la preghiera, il Sacrificio e la carità.
E’ una vigilia in cui ritornano pensieri e ricordi del passato suscitando sentimenti nuovi di gioiosa attesa per il grande evento.
Si cerca di ricreare un clima di pace, di serenità mentre si ripetono con rinnovato fervore cari e dolci tradizioni popolari. E’ specialmente la famiglia l’ambiente più idoneo in cui realizzare un’atmosfera di serenità in cui i piccoli possano vivere felici questo tempo. Spetta a noi adulti, soprattutto se genitori, a sbarrare porte e finestre alle visioni tristi e impressionanti che si diffondono attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Che le brutture del momento non turbino l’animo semplice e ingenuo dei piccoli creando in loro incubi di miseria e di violenza.
Impegniamoci perciò a far vivere la vita sdrammatizzando le cose brutte, proprio come un famoso attore italiano è riuscito a realizzare nel film La vita è bella coinvolgendo tutti a guardare con ottimismo e serenità anche le cose più tristi.
Il parroco: Don Salvatore Martalò

Uno dei temi particolarmente cari al S. Padre e sul quale insistentemente ritorna è quello della “nuova evangelizzazione”, intendendo con essa non tanto un “annuncio nuovo” del Vangelo, quanto un nuovo modo di presentarlo.
Un’ eco fedele all’invito del Papa è venuta dall’Episcopato Italiano, il quale, tracciando un programma di “orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000”, lo ha intitolato: “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”.
Lasciando ai sociologi l’esame “tecnico” dei motivi dei cambiamenti della nostra società, è indubbio che chi ne ha fatto di più le spese, in positivo e in negativo, è stato l’uomo che si è trovato davanti all’esigenza di affrontare le nuove problematiche, che lo assillano da sempre, ma che si sono presentate con caratteristiche differenti. La sensazione più diffusa e facilmente percettibile è che il senso predominante nell’uomo di oggi è quello dello smarrimento, nella peggiore delle ipotesi, dello stordimento, in quella più benevola.
La Chiesa, da Paolo VI, è stata definita “esperta in umanità” e l’uomo, da Giovanni Paolo II, come la via “privilegiata” che la Chiesa si riserva per l’attuazione della sua missione. Del resto, il Concilio aveva affermato, a suo tempo, che “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce, degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore “ (Gaudium et spes, n. 1).
Non è raro il caso che, quando si affronta questo tema, o se ne richiami semplicemente il termine (evangelizzazione, intendo), lo si restringa a qualche cosa che riguarda “l’anima”, quasi ad intendere che è roba da relegare in spazi riservati e ristretti, quando non lo si confina in qualche discorso consolatorio e “alienante”. Non è stato questo,
esattamente, il pensiero di Gesù e la sua missione non è consistita nel “salvare le anime”, dimenticando la dimensione “totale” dell’uomo. Prigionieri di certi “schemi filosofici” che hanno “inquinato”, di fatto, il messaggio cristiano, si sono introdotte delle divisioni che non rispondono all’autentico messaggio biblico che vede l’uomo come “creato da Dio”, in toto. La Bibbia ci tiene a presentare tanto la creazione dell’anima, come quella del corpo, come proveniente direttamente da Dio.
Se Gesù ha annunciato il Regno di Dio, e se per questo fine specifico è stato inviato (Lc 4, 18: …e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione…per mettere in libertà gli oppressi…) la sua missione di evangelizzatore si allarga non solo a quanto significa “liberazione da tutto ciò che opprime l’uomo ma è soprattutto liberazione dal peccato e dal maligno, nella gioia di conoscere Dio e di essere conosciuti da lui, di vederlo, di abbandonarsi a lui” (Paolo VI, Evangelii nuntiandi, n. 9).
La missione della Chiesa, che da quella di Cristo mutua la sua imprescindibile specificità, si pone di fronte a Gesù Cristo, parola di Dio fatta carne. “Solo il continuo e rinnovato ascolto del Verbo della vita, solo la contemplazione costante del suo volto permetteranno ancora una volta alla Chiesa di comprendere chi è il Dio vivo e vero, ma anche chi è l’uomo” (Documento dei Vescovi, n. 10).
Il nostro Foglio uscirà a dicembre, mese particolarmente ricco di celebrazioni che culmineranno in quella del Natale, evento che come nessun altro “assembla” motivi di riflessione, e non solo per i credenti.
Quest’ anno lo celebreremo come non avremmo mai pensato e, tanto meno, desiderato: il suono delle cornamuse avrà come sottofondo il sibilo dei missili e il rombo sinistro degli aerei da guerra. I presepi si arricchiranno di un nuovo simbolo che ci ricorderà la data funesta (11 settembre) in cui è cambiata la nostra vita.
Da duemila anni, una scena non cambia e non cambierà mai, a significazione di un messaggio, che è perenne e che dovrebbe raggiungere gli uomini con il suo annuncio di pace e di “nuova nascita”.
Il volto di un Bambino, pur nella sua disarmante semplicità, è molto più eloquente di quello di un adulto che spesso sa nascondere, e lo fa di proposito, quello spirto guerrier che gli rugge dentro. “Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mc 10. 15): il volto di Dio fatto uomo, durante le nostre visite ai presepi, dovremmo cercare di scoprirlo nel suo significato di semplicità e di speranza.
Se l’ “eterno” è diventato “tempo” è perché “il tempo” possa diventare “eternità”, nel significato di una visione che non restringa la vita in un orizzonte senza futuro.
Volto da contemplare, quello di Gesù Bambino: col suo vagito, ci invita a pulirci dentro, per essere belli fuori…
Un
semplice slogan…idrico? Mi auguro e vi auguro
proprio di no!
Almeno per Natale!
Don Antonio Resta
E’ divenuta oramai una consuetudine ritrovarsi in Parrocchia, ogni giovedì, per una preparazione più efficace della liturgia domenicale. L’incontro ha fatto suo sia l'obiettivo di una preparazione spirituale e culturale, per vivere da veri cristiani l’incontro domenicale col Padre, sia quello di giungere ad una autentica comunione con i fratelli. In questo cammino momenti fondamentali sono la lettura e l’ascolto della Parola di Dio, un momento di silenzio (situazione ideale per incontrare Cristo!) e la partecipazione ai presenti, in un clima familiare, della riflessione personale. Quanti hanno deciso di fare tesoro di questa opportunità, offerta a tutti i fedeli della parrocchia, possono testimoniare che dall’incontro di Liturgia si esce sempre arricchiti e carichi di una energia nuova.
A Don Giuseppe Casciaro parroco della Chiesa Madre,
in ricorrenza del suo 25° di Sacerdozio, porgiamo gli
Auguri più cordiali di una feconda missione pastorale
e di una continua fedeltà a Cristo, buon Pastore.
L
a CARITAS, durante le festività del Natale, organizzerà la raccolta di generi alimentari di ogni genere, da donare alle famiglie bisognose della nostra parrocchia. All’associazione sono giunte, anche, richieste di mobili, elettrodomestici e vestiario, anche usati purchè in buone condizioni, da parte di famiglie di immigrati. A Natale non si può essere felici da soli!* Per ulteriori informazioni telefenore allo 0833/865307 - Istituto del Fanciullo - 0833/865069 Parrocchia San Francesco d'Assisi
Q
uest’anno le offerte dell’Avvento di Carità serviranno a sostenere l’unico asilo frequentatoda cattolici e cristiani a Bassara, in Iraq, dove svolge la missione di Nunzio Apostolico
il concittadino Mons. Fernando Filoni.
Tramite questo foglio gli giungano gli auguri sentiti per un Santo Natale di vera pace.
Domenica
4 Novembre 2001 l’Azione Cattolica Ragazzi della nostra
Parrocchia, insieme a quella della Parrocchia Maria SS Assunta e della
Parrocchia dei Ss Cosma e Damiano, si è ritrovata, dalle ore 9,00 alle ore
16,00, presso l’Istituto dei Terziari Cappuccini dell’Addolorata per
celebrare, in una grande festa, l’inizio del cammino di A.C.R. che quest’anno,
lo ricordiamo, è segnato dall’iniziativa annuale: Ragazzi, che STORIA! La
giornata, che ha come finalità primaria quella di invitare nuovi amici all’A.C.R.
e farli divertire, preceduta da diversi incontri organizzativi tra gli educatori
delle diverse parrocchie, ha visto alternarsi: il momento dell’incontro con i
gruppi delle altre parrocchie e la presentazione, la socializzazione dei lavori
effettuati in preparazione alla FESTA del CIAO, la partecipazione alla Santa
Messa, il pranzo al sacco tutti insieme (in 200 tra bambini, ragazzi ed
educatori), la raccolta delle firme dei nuovi amici incontrati alla festa e poi,
…finalmente e nonostante il vento…il gioco, tanto e ben organizzato dai
Giovanissimi di A.C. della Nostra Parrocchia.
La festa è risultata, anche, una maniera piacevolissima per rinsaldare i legami di solidarietà già esistenti tra ragazzi ed educatori delle diverse comunità parrocchiali e per aprire ad ulteriori e sempre più ricche forme di collaborazione e comunione fraterna.
A tutti buon anno associativo!
Il Parroco - Don Salvatore Martalò
8 Dicembre - Festa dell'Immacolata

Nella Celebrazione del- l’Eucaristia alle ore 17,00, i soci dell’A.C.I. ragazzi, giovani e adulti esprimeranno pubblicamente la loro adesione alla Associazione testimoniando la loro fedeltà alla Chiesa.
Al mattino, durante la messa delle ore 9,30, il gruppo Mariano, rinnoverà il proprio affidamento a Maria Immacolata
Sono iniziati in Parrocchia gli incontri di cultura religiosa e di morale tenuti da Mons. A. Resta.
Gli incontri programmati sono il: 17 e 24 novembre – ore 18.30 - 15 e 22 Dicembre – ore 18.30
L’invito è rivolto a tutti, ma in particolare ai Soci dei Gruppi Parrocchiali,
e si tengono nel Salone “S. Francesco”
I recenti avvenimenti che si stanno susseguendo nel mondo, in noi giovani provocano tante paure. Queste paure, si leggono negli occhi di tanti miei coetanei. Tutti abbiamo paura del bioterrorismo, di bombe e di attacchi aerei da parte del mondo orientale. A scuola abbiamo approfondito e studiato la religione islamica, ma abbiamo appreso che il Corano è un libro interessante. Parlando è nata spontanea una domanda: ma Dio vuole tutto questo male? perché la tragedia delle Torri Gemelle?guardando la televisione mi è capitato di ascoltare un intervento di un Pastore della Chiesa Anglicana: egli affermava, che Dio ci dà la possibilità di scegliere tra il bene e il male; sì di scegliere.
Questa affermazione mi ha fatto molto riflettere, e con i miei compagni abbiamo cercato invano, di capire perché il terrorista, sceglie la via del male.
Siamo ormai vicini al Natale, ma sarà un Natale diverso dagli altri. Il Bambino Gesù che nasce, dia gioia e porti la pace invocata in questi tristi tempi.
Giuseppe Musardo
Glossarietto galatonese
Vocaboli in estinzione a cura di Vittorio Zacchino
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Palumbaru |
colombaia |
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Palumbu |
colomba |
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Pampana |
pampina, foglia (a ddho iti mote pampane porte lu saccu picciccu = Non fidarti di chi ti adula in modo smaccato) |
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Pampascione |
cipolletta amarognola commestibile solitamente ed erroneamente italianizzata in lampone; persona stupida; |
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Panaru |
paniere; dimin. Panarieddhu e panarinu(perdere filippu e panaru = perdere tutto; rumpire l’oe intra llu panaru = combinare guai) |
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Panesporriu |
il di più del lavoro fatto oltre le ore pattuite; straordinario. |
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Panieri |
la grande festa del Crocifisso dei primi di maggio; panighiri (greco mod. = fiera, festa popolare) |
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Panina |
il numero concordato dei capi del corredo nuziale (panina 12 = 12 pezzi ) |
| Panna | il velo bianco che copre il vino andato a male o percolo che chiude le lumache (cozze culla pana ) in letargo. |
| Pannu | la veglia di Pasqua con “sparu ti lu pannu”, la famosa rappresentazione sacra galatonese del rito di resurrezione in cui il “pannu” violaceo simboleggiava la pietra del sepolcro di Gesù. |
| Pàntico |
spavento. (Fazzu cu tti egna pànticu = ti farò spaventare a morte ) |
| Panzarottu | frittella ripiena (di riso o altro), l’analogo dell’odierno “calzone”. |
| Papa | sacerdote. Residuo della liturgia grecoBizantina. Papa Rafele= il sacerdote don Raffaele.Protopapa era l’arciprete. |
| apagna | sonnolenza (sta mi cala na papagna = mi sta venendo sonno) |
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