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Sommario

 

 

Chi dite che io sia?

 

Le notizie che noi abbiamo su Gesù, legate intimamente a quanto i Vangeli ci trasmettono, se sono sufficienti a farci conoscere il personaggio dal punto di vista storico, non lo sono altrettanto per farcelo “scoprire”. Chi avesse incontrato Gesù, non avrebbe avuto la possibilità di distinguerlo da tante altre persone del suo tempo: “In realtà, per quanto si vedesse e si toccasse il suo corpo, afferma Giovanni Paolo II, solo la fede poteva varcare pienamente il mistero di quel volto” (Novo millennio ineunte, n. 19).

Ne sanno qualche cosa i suoi discepoli che hanno dovuto “faticare” non poco per giungere a quell’atto di fede che si contrapponeva a quanto avevano la possibilità di sperimentare direttamente. “Vedevano” direttamente la sua fisionomia umana, i suoi comportamenti che non si distaccavano da quelli comuni ad ogni uomo, i condizionamenti interni ed esterni che lo sottoponevano a tutte le situazioni di cui facevano e facciamo tutti esperienza.

Fu questo l’ “apparato scenico” e il “copione” che costrinse Gesù a proporre un quiz ai suoi discepoli: avvenne nello scenario di Cesarea di Filippo (Mt 16, 13-20), senza dubbio una delle piazze in cui è risuonato uno degli interrogativi più impegnativi e più decisivi della storia. Alla risposta ad esso non solo è legata un’ occasione, ma l’occasione di una vita. Quante vite sono dipese da quella risposta!

Chi dice la gente che io sia? Fu la domanda…miliardaria.

La risposta non fu facile. Mi sembra di vedere lo svolgimento della notissima trasmissione televisiva dei nostri giorni, con le varie proposte di risposta: alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o uno dei profeti (Mt, 16, 14)…e il computer che le elimina ad una ad una.

Finalmente, l’affondo finale: Voi chi dite che io sia? Pietro si fa avanti: la risposta la dà a nome di tutti: Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente (Mt, 16, 16). Quel “sììì” o “la risposta è esatta!” risuonò come un urlo liberatorio e fu ripagato con la somma più gratificante che la storia possa ricordare: Beato te, Simone, figlio di Giovanni…

Il registratore era andato in tilt: la somma non poteva essere quantificata in base a parametri umani: si fosse trattato di una combinazione di un sistema, frutto di calcoli di probabilità, sarebbe stato impossibile indovinare la soluzione. C’era bisogno di un…Suggeritore.

Lo fece notare immediatamente Gesù, anche se il premio fu assegnato al portavoce di tutti, Simon Pietro: i meriti erano di tutti (non erano stati tutti che avevano tirato a indovinare e che si erano esposti al rischio di una risposta inesatta?) ma lui, Pietro, era…il caposquadra o, più nobilmente, il capitano!

Chi era stato che aveva fatto…la soffiata risolutrice? Non certamente un uomo (né la carne né il sangue te lo hanno rivelato) ma il Padre mio che sta nei cieli (Mt 16, 17).

C’è un particolare, tassello quanto mai importante a rendere completo il quadro e a rivelarci uno dei motivi della soluzione del caso. Ce lo notifica S. Luca, nel suo Vangelo (9, 18) descrivendo, da buon artista, la cornice in cui si svolge il dialogo tra Gesù e i suoi discepoli: avvenne “mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare”.

Scrive Giovanni P. II: “Solo l’esperienza del silenzio e della preghiera offre l’orizzonte adeguato in cui può maturare e svilupparsi la conoscenza più vera, aderente e coerente, di quel mistero…” (NMI, n. 20).

Per contemplare il Volto del Signore nella sua completezza, schermato da tutto quanto appartiene alla natura umana, è necessario “scrostarlo”, liberarlo cioè da ciò che appare: non fermarsi alla sola apparenza, pur affascinate, della sua umanità.

Il Vangelo, e quindi Cristo, non può essere solo “studiato”, “imparato”: questo lavoro, pur impegnativo e difficile, è stato fatto e viene fatto da tanti nel corso dei secoli: farlo in questo modo significa, tutt’ al più, diventare dotti: è necessario passare oltre: diventare credenti, cosa che non può avvenire “con le sole nostre forze”.

Ritorna l’invocazione del Salmista: Il tuo volto, Signore, io cerco (Sl 26, 8). In fondo, questa invocazione si accompagna a quell’atto di umiltà senza del quale, anche l’evidenza può essere messa in discussione. Dovrebbe scomparire la paura di “essere posseduti”: nel caso della fede, non è un rinunciare a se stessi, ma “possedersi” attraverso quell’ “altra dimensione” latente nell’inquietum inconscio della nostra esistenza. “Tu mi eri davanti, ma io ero lontano anche da me e non trovando me stesso, tanto meno potevo trovare te” (S. Agostino).

Chi dite che io sia? E’ l’interrogativo che risuona e risuonerà sul palcoscenico del mondo e della storia, rivolto a ciascuno di noi, attori impegnati nel nostro piccolo ad armonizzarne la scenografia. La risposta sta soprattutto nella capacità non tanto di darla, quanto di chiedere la forza di poterne dare una, se non la più esatta, la meno sbagliata, per quanto è possibile.

                                                                                                              Don Antonio Resta


 

Giornata della Vita  -  3 Febbraio

Riconoscere la vita” è questo il tema della XXIV Giornata per la vita.

Il messaggio è diretto particolarmente alla famiglia, che è la vera e unica sorgente della vita umana.

È quindi l’attenzione di tutti, Stato e Chiesa, è rivolta a difenderla, a sostenerla e a servirla.

È molto rischioso, pericoloso, aberrante pensare ad una vita al di fuori della sua sorgente naturale.

 

Pubblichiamo, con piacere, un messaggio di don Salvatore Tumino

 (direttore dell'Ufficio Missionario Diocesano della Diocesi di Ragusa)

pervenutoci via e-mail, che riguarda la famiglia.

Genitori state con i vostri figli

 

Da una ricerca fatta dall'Eurispes risulta che i bambini sono sempre più soli. Più del 50% dei bambini sta da 2 a 4 ore davanti al televisore. Dedica 1100 ore alla TV in un anno, contro le 800 ore che trascorre a scuola.

Stanno tante ore anche davanti al computer… Le loro scelte alimentari sono condizionate al 75% dagli spot pubblicitari. Tra i bambini circa il 20% ha problemi psichici e il 9% fa uso di tranquillanti e antidepressivi.

Un bambino su quattro definisce la propria casa un albergo. Dato che papà e mamma entrano ed escono in continuazione senza occuparsi dei figli. Spesso i genitori sono assenti. Corrono dalla mattina alla sera per lavorare, lavorare, lavorare e poi lavorare. E perché lavorare  così  tanto?  Per avere  una vita agiata, ideale. Ideale in che senso?

Per far sì che ai figli non manchi niente. Niente di che? Di beni materiali. Di vestiti firmati, di cibi costosi, di giocattoli sempre nuovi, di computer, telefonini, play-station, di tutto e di più quanto desiderano. Tutto quello che di materiale la mente fragile del bambino può pensare e il suo cuore assetato di amore può desiderare.

Così questi genitori corrono e poi corrono, sbattono i propri figli da un asilo all'altro o da un posto all'altro o semplicemente li lasciano a casa davanti alla TV per farli educare da una cattiva maestra! Maestra di violenza, volgarità, di egoismo, di furbizia, di sopruso, di edonismo e di individualismo.

Mentre loro corrono per accumulare denaro i loro figli accumulano solitudine, angoscia, smarrimento. Sono soli davanti ad una foresta che li inghiotte: un mondo così difficile da decifrare già per l'adulto, si pensi per i più piccoli.

I genitori non hanno più tempo per ascoltare i loro figli, per parlare di cose importanti. Per educarli. Per rasserenarli. Tutto è in funzione del denaro… ma "non di solo pane vive l'uomo".

Genitori, i vostri figli non hanno bisogno dei vostri soldi, hanno bisogno di voi. Hanno bisogno di stare con voi. Hanno bisogno del vostro tempo. Dovete "spendere" del tempo con loro se non volete che già da piccoli abbiano problemi psichici. Spegnete la televisione e accendete il dialogo.

Se voi non vi occuperete di loro chi lo farà al posto vostro?

Smettete di pensare che le cose materiali danno gioia, è una bugia, una enorme bugia. Tanto più sarai immerso e schiacciato da cose materiali tanto più sarai povero nel cuore.

Tuo figlio, tua figlia ha bisogno di te!

Accetta l'idea di lavorare di meno e se lo stipendio di uno solo basta per una vita fatta di cose essenziali lascia il lavoro e occupati dei tuoi figli, se non lo farai tu chi lo farà al posto tuo?

Ciò che avrai seminato oggi lo raccoglierai domani. "Chi semina vento, raccoglie tempesta".

Lo sai, i tuoi figli hanno bisogno di essere ascoltati. Ascoltali, ma non avere fretta. Spegni la TV, guardali negli occhi… hanno bisogno di te non delle tue cose materiali.

Lo sai, i tuoi figli hanno bisogno di essere educati ai valori veri. Insegna loro ad essere altruista, a perdonare, ad essere sincero, ad aiutare chi è nel disagio. Insegna a non usare mai la violenza. Spiega loro che nella vita non tutto si può avere. Parla loro dell'importanza del sacrificio, perché se non sapranno sacrificarsi, non sapranno amare e saranno dei falliti.

Insegna loro che, per ottenere dei risultati validi nella vita, bisogna impegnarsi, faticare… e pazientare.

Tu devi essere un modello di vita e un maestro di vita. E se i tuoi figli non li educhi tu, chi lo farà al posto tuo?

So di un bambino che non riesce neppure a cercare il quaderno nel suo zainetto… è incapace di cercare perché i genitori ogni volta che vuole una cosa subito gliela comprano. Comprano tutto…, ma sono assenti! Tutti e due lavorano e, pensate, la mamma fa anche due lavori. Assenti…! Siamo nel mondo della "pazzia". E' scomparso il buon senso.

Genitori, state con i vostri figli. Giocate con loro, parlate con loro, "costruite con loro" il loro futuro. Se già il 20% dei bambini ha problemi psichici è perché voi siete assenti.  E' stato scientificamente provato che se la mamma manca per troppo tempo dalla presenza dei figli, soprattutto nei primi anni di vita, il bambino può sviluppare un grave senso di angoscia.

"La madre…è colei che porta la vita attraverso il cibo, le cure, il calore…l'amore.

La presenza della madre trasmette sicurezza,  perché costruisce un atteggiamento di fiducia, di aspettativa di una risposta rassicurante, di certezza di ricevere una soluzione positiva rispetto al bisogno"1.

Ma questo vale anche per i papà. Il papà troppo spesso assente è sovente una figura sbiadita e non rilevante nella funzione educativa.

Ma "il padre rappresenta e trasmette la coscienza, la ragione, la conoscenza, l'autorità, la forza. Da lui deriva la formazione della legge interiore, l'accettazione del limite, l'esercizio del dominio dell'istinto e delle emozioni. Incoraggiando alla fiducia in sé e spingendo al contatto con la realtà, il padre è il principale responsabile del raggiungimento dell'autonomia"2 

Papà, mamma, chiedete al Signore la grazia di essere dei buoni genitori. Don Bosco, un grande educatore, diceva: "Ricordatevi che l'educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è padrone, e mai non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l'arte, e non ce ne mette in mano le chiavi". 

Chiedete a Lui la luce e la forza per educare bene i vostri figli. Educateli alla preghiera: saranno forti davanti ad ogni problema Leggete con loro il Vangelo, conosceranno la verità che li farà liberi dal male, andate con loro alla Celebrazione Eucaristica, scoprirai-no la vicinanza di Dio che è così vicino a noi da farsi Cibo per saziare la nostra fame di amore.Parlate loro di Gesù e conosce-ranno un amico che non li tradirà e non li deluderà mai. Coraggio genitori, non siete soli in questo compito così arduo, il Signore, se lo cercate, se lo invocate e se gli permetterete di entrare nella vostra famiglia, vi aiuterà a fare della vostra casa un cenacolo di amore e non semplicemente un albergo.Questo vi auguro e per questo vi ho scritto. Buon lavoro!

 

                                                                                                        don Salvatore Tumino


Immigrati stranieri ... ma figli di Dio

 

 

Nella Veglia di Pasqua del 2001, con grande gioia ed entusiasmo, la nostra Comunità Parrocchiale ha celebrato il Battesimo di due persone immigrate per lavoro in Italia, e della festa della S. Famiglia (30-12-2001) anche di una fanciulla di 10 anni, Cristina Balajic proveniente dalla Croazia insieme alla sua famiglia. La Comunità ha accolto calorosamente i nuovi battezzati, facendoli così sentire subito membri della stessa famiglia.

La Chiesa difatti non considera stranieri gli immigrati, ma…figli di Dio, rivolgendo verso di loro una attenzione non solo economico-assistenziale, ma soprattutto morale e religiosa.

 


X° Giornata Mondiale del malato

L’ 11 febbraio si celebra la X° Giornata Mondiale del malato.

Il Papa nel suo messaggio, prendendo ad esempio il gesto premuroso del buon Samaritano, invita tutti ad avere sentimenti di compassione, di solidarietà, e di servizio verso coloro che vivono nel dolore. Dalla fede in Dio presente in ogni persona nasce l’impegno motivato per volersi bene e servire generosamente e disinteressatamente il prossimo sofferente.


Onomastico e Compleanno di Don Salvatore Martalò

In occasione dell’onomastico e compleanno del nostro Parroco Don Salvatore - il V. Presidente del Consiglio Parrocchiale ha rivolto il presente indennizzo augurale - che noi pubblichiamo.

 

Carissimi; esistono tanti modi per dire, nelle circostanze di onomastico e compleanno, quello che sentiamo. Don Salvatore è molto vicino a noi, rappresenta una persona con un impegno forte, quotidiano, senza riserve nella conduzione della Chiesa, a favore di tutti, con un compito audace, quello di essere il testimone di Dio in mezzo a noi, il testimone qualificato della fede.

Sappiamo che essere sacerdote significa essere un uomo della misura non limitata e stretta, ma universale, chiamato a rapporti di fraternità, di servizio, di ricerca della verità, di promozione, di giustizia, di amore.

Sappiamo che il cristianesimo chiede al sacerdote un impegno duro e sovraumano e che egli non può rimanere seduto dinanzi ad un mondo che cerca disperatamente il senso della vita e della storia.

“Chiesa del grembiule” chiamò la nostra Chiesa Don Tonino Bello, il nostro comprovinciale, per dire che la Chiesa è la serva degli uomini, impegnata nella cura delle anime, nei bisogni del prossimo.

Ebbene l’atteggiamento di Don Salvatore è quello di usare il grembiule, d’impegnarsi nel sevizio pastorale in senso ampio, di rendere meno periferica la Parrocchia, di vivere la vita dei propri concittadini in modo più partecipato, coinvolgendo situazioni e persone. Il grande progetto, quello di saper leggere Dio, che noi abbiamo, passa attraverso l’azione nostra e quella di Don Salvatore.

Lo sappiamo questo che certamente deve avvenire attraverso la lettura del Vangelo, nonostante la virulenta aggressione della secolarizzazione. A volte stanchezza, apatia incidono negativamente sulla nostra volontà di agire.

La nostra presenza e quella delle associazioni, cui apparteniamo, siano allora una presenza viva nella Chiesa, accanto ad un Parroco che ha bisogno di operatori attenti e validi. Animare la Parrocchia, rinnovarla per renderla capace di accogliere i cristiani del territorio, di farli sentire membra della grande famiglia cristiana. Questo è il nostro compito e il dono che possiamo fare a Don Salvatore nel giorno del suo onomastico e compleanno: mettersi accanto a Lui, mettersi il grembiule per servire, farsi carico del dissodamento della vigna, vincendo quel senso di egoismo che a volte può incidere negativamente sulla nostra capacità di azione.

Un impegno sempre più forte: far crescere la Parrocchia, farla diventare più volitiva, più intraprendente, più rispondente ai tempi della missione della Chiesa e ai bisogni del Giubileo che abbiamo vissuto.

Quanto più infatti dimostreremo stima ed impegno per le sorti della Chiesa, tanto più avremo corrisposto al messaggio di Don Salvatore, a ciò che Lui rappresenta per noi, a quello che di bene sa dire e sa darci come sacerdote.

                                                                                                                                                    Antonio Rausa


Quaresima 2002

Con la Liturgia Penitenziale della Benedizione delle Ceneri, il 13 febbraio, inizia il Tempo di Quaresima. Durante questo periodo sono previste diverse iniziative parrocchiali e interparrocchiali per viverlo interiormente che saranno rese note nel prossimo numero de “Il foglio” e sul nostro sito parrocchiale.


Contributo della Provincia alla Parrocchia

L’Amministrazione Provinciale, in data 22-11-2001, ha concesso un contributo di £ 30.000.000 alla nostra Parrocchia per lavori di restauro e consolidamento dell’ex Convento dei Cappuccini.

La pratica per il restauro dell’intero Convento è già presso la Regione Puglia in attesa del sovvenzionamento tramite fondi regionali.

Il Parroco e il Consiglio Parrocchiale ringraziano il Presidente della Provincia e i Consiglieri, in particolare il Dott. Luigi Vaglio, nostro concittadino, che hanno deliberato il contributo.


 

       

  La lingua ti lu tata

 

Glossarietto galatonese

Vocaboli in estinzione  a cura di Vittorio Zacchino

 

Pastanaca

carota gialla; dispregiativo di persona sciocca, scipita come la pastinaca

Pastanu e pastanieddu

vigna giovane

Pasticciottu

dolce di pasta frolla ripieno di crema di piccola forma ovale detto anche buccunottu.

Pastiglie

castagne secche sbucciate

Pasulu

fagiolo; ci si anta sulu no mbale nu pasulu = chi si vanta non vale niente

Patana

patata dolce

Patarnosciu

Padre nostro; anche pastina a tubetti simili ai grani del rosario (picca pane e picca Patarnosci)

Patedda

patella,specie di cozza di mare

Patella

padella di rame

Patessa

badessa

Patrunale

padronne dei terreni affittati ad un contadino

Patrunu

Padrone (mmara a dda entre ca tene nu fiaccu patrunu = guai a quella pancia che ha un cattivo padrone e, pertanto, non la sazia)

Patu

strato; livello di terra o riferito a pietanze

Patula

palude, luogo pantanoso; donde le contrade Padula e Padulaci

Patutu

sofferente

pedde

pelle, anche coru (si tira la pedde = lavora con tutte le forze)

perdenza

perdita; a ddò nc’è custu non c’è perdenza = se una cosa si fa con piacere, non si bada se procura perdita

pinzare

pensare; (omu ti male cuscienza comu la fa la penza = dai cattivi pensieri derivano cattive azioni)

 

                                          

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