
Che
cosa è necessario per poter rispondere all’interrogativo che Gesù ha
proposto ai suoi discepoli e che continua a riproporre a tutti coloro che
intendono seguirlo? (cfr. Il Foglio, Dicembre, 2001).
Le condizioni perché la
nostra risposta possa essere adeguata a quanto Gesù ci chiede trova il suo
humus anzitutto nell’esperienza del silenzio e della preghiera. Solo in
questo orizzonte può maturarsi e svilupparsi la “conoscenza più vera,
aderente e coerente” di quel mistero enunciato con termini così chiari e
così impegnativi dall’apostolo S. Giovanni all’inizio del suo Vangelo: il
Verbo che si fa carne e noi abbiamo la possibilità di vedere la sua gloria (Gv
1, 14) (Giov. Paolo II, All’inizio del nuovo millennio, n. 20). 
Secondo quanto afferma la Lettera agli Ebrei, è solo ultimamente che “Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio”: in precedenza lo aveva fatto “molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti” (Ebr 1, 1-2).
L’invio di Gesù, Figlio di Dio in mezzo a noi, non è avvenuto all’improvviso, ma è stato preceduto da una lunga storia che ha inizio con la creazione stessa di tutte le cose. Come la storia di ciascuno di noi, iniziata nel seno stesso di Dio (nella mente di Dio) ha trovato la sua espressione concreta nel momento in cui l’idea è diventata evento, così il desiderio del Padre di inviare il suo Figlio tra gli uomini, è diventato evento nella pienezza dei tempi (Gal 4, 4). Se c’è una “pienezza”, vuol dire che ci sono stati i vari “frammenti” che l’hanno preparata. In principio Dio creò il cielo e la terra; in principio era il Verbo: c’è uno stretto vincolo tra la creazione di tutte le cose e la presenza di Cristo in esse.
Non facciamoci illusioni, dare una risposta alla richiesta di Gesù non è stato mai facile, ma ci sono dei periodi in cui lo diventa ancora di più: senza essere profeti di sventura e senza indulgere a catastrofismi, è indubbio che il nostro tempo appartiene a questi ultimi.
Non è difficile individuarne i motivi. Mentre in precedenza, gli studi e la critica che mettevano in dubbio perfino l’esistenza storica di Gesù si restringevano a un gruppo limitato di persone, oggi non è più così. Anche senza volerlo, tutto entra nelle nostre case e fa notizia, accrescendo le nostre conoscenze nella migliore delle ipotesi, ma introducendo anche il tarlo del dubbio e dell’incertezza, spesso secondo tesi precostituite e mirate. La cultura di massa, se ha allargato in genere gli orizzonti conoscitivi, non vi ha fatto corrispondere approfondimenti adeguati e conoscenza più ampia non equivale a cultura.
La cultura religiosa è stata la prima ad essere sacrificata. Così, a titolo informativo, quante sono le rubriche religiose dei nostri network televisivi? (Ovviamente non mi riferisco alle fiction). Non parliamo poi di quanto sarebbe il loro gradimento…
E’ vero, e abbiamo avuto modo di ripeterlo più di una volta dalle colonne di questo giornale: non basta una conoscenza razionale per poter dare una risposta di fede: Gesù lo dirà esplicitamente a Pietro nel momento in cui dà la risposta esatta alla sua domanda: non è stata né la carne né il sangue che te lo hanno rivelato (l’equivalente di una soluzione che ha altrove la spiegazione della sua origine: ma il Padre mio che sta nei cieli) (Mt 16, 17).
Eppure i presupposti razionali sono necessari, secondo la scaletta tracciata da S. Paolo nella Lettera ai Romani: Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? (Rom 10, 14). Per concludere, con S. Tommaso, che la fede consiste essenzialmente in un atto di volontà, accompagnato da un aiuto che Dio non nega a nessuno. Si tratta di sapere accogliere questo aiuto, spesso soffocato da altre “presenze”, non raramente più seducenti e persuasive.
Non è facile credere (e ritorna il discorso precedente) quando c’è una “congiura”, non sempre sfacciata, ma il più spesso occulta (che poi è la più subdola e nociva) contro una “visione” religiosa del mondo in nome di un “laicismo” che non dovrebbe ignorarla, se non altro per quella “appartenenza” all’uomo, comunque anche “homo religiosus” . Non si rende ragione all’uomo quando lo si priva, spesso preconcettualmente, della sua dimensione trascendentale.
Il discorso che noi facciamo è quello che riguarda la religione cristiana in cui la dimensione di Dio si è schermata, in Cristo, di quella umana ed è questa la prova a cui siamo chiamati: professare una fede in una Persona che si definisce (e lo dimostra concretamente) Figlio di Dio. E’ stata questa la sfida tra Gesù e i suoi contemporanei che pure lo vedevano e lo potevano constatare attraverso i “segni” che Lui compiva. Perfino il “vedere”, comunque, non era sinonimo di “credere”. Il vedere e il credere era frutto del “venire”: venite a vedere, e vide e credette.
Nell’episodio della Samaritana, S. Agostino vede in questa donna, la figura della Chiesa: è proprio questa donna, certo tutt’altro che credibile per i suoi discutibili trascorsi, che “rivela” ai suoi compaesani la presenza del Messia.
La Chiesa, anche essa santa, ma bisognosa di santificazione, continua a proporci quanto Gesù ha chiesto: la forza e il coraggio di una risposta hanno bisogno di passare attraverso il suo sangue e la sua carne, per poter approdare a quella conclusione che ha origine nel Padre, sempre disposto a rivelarcelo.
Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, una risposta che non sia completamente assente anche durante le nostre ferie. Nel loro significato di distensione e di riposo non significhino dismissione di quanto ci appartiene. Il nostro essere cristiani non può essere a fasi alterne, con black out legati al succedersi delle stagioni.
Il cambiare ambiente, se ci rechiamo altrove, il ritmo differente delle nostre occupazioni, in ogni caso: la campagna, il mare o la montagna, qualsiasi luogo ha un suo messaggio, a patto che lo sappiamo captare.
Non è stato scritto che tutto è grazia, per lo meno momento propizio per diventarlo?…
Don Antonio Resta

25 Maggio 1887: nasce;
23 Settembre 1968: muore;
16 Giugno 2002: è proclamato Santo.
Tre date, tre tappe della vita di P. Pio da ricordare.
La sua dolce e sorridente immagine esprime la sua santità che affascina e attira tanta gente. I credenti vedono in lui un chiaro esempio di profonda interiorità, di una disarmante umiltà, di una estrema povertà.
Il suo amore a Cristo Crocifisso lo rende simile a Lui e si dona generosamente a alleviare le sofferenze degli uomini.
Voglia il Signore, attraverso la sua intercessione, continuare a guardare con benevolenza chi è angosciato dai travagli della vita presente.
Maria Rosaria Romano
La più bella e desiderata stagione dell’anno è ormai giunta.
Essa offre, oltre al periodo del giusto e meritato riposo a coloro che hanno trascorso l’anno nel quotidiano impegno del lavoro, la possibilità di poter realizzare aspirazioni e progetti tenuti nel “cassetto” aspettando tempi migliori e opportuni.
I nostri Gruppi Parrocchiali hanno più spazio e tempo per programmare e realizzare iniziative di formazione, di spiritualità, di cultura, di servizio e di sport.
Già sono a lavoro nell’organizzare:
Il campo Scuola per l’A.C.R. presso il Centro “Madonna di Lourdes” a Novoli dall’11-7-02 al 14-7-02;
La prima edizione del Karaoke in giugno;
Il raduno diocesano della A.C.R. in Galatone;
La partecipazione del Gruppo Giovanile Parrocchiale al Treno degli Ammalati a Lourdes;
La tradizionale festa religiosa-civile di S. Anna e Gioachino il 26 giugno;
Altre iniziative di carattere sportivo.
L’estate in questo modo dà una ricarica associativa di cultura di formazione facendo crescere la Comunità Parrocchiale.
Benvenuta dunque bella Estate!...

Nella Sacra Scrittura si narra che la madre del profeta Samuele, Anna,nell’affliggente sterilità che le aveva precluso il privilegio della maternità, si rivolse con ardente preghiera al Signore e fece voto di consacrare al servizio divino il nascituro.Ottenuta la grazia, dopo aver svezzato il piccolo Samuele, lo portò a Silo, dov’era custodita l’arca dell’alleanza e lo affidò al sacerdote Eli dopo averlo offerto al Signore.Su questa falsariga il Protovangelo di Giacomo, apocrifo del secondo secolo, traccia la storia di Gioacchino e Anna, genitori della Vergine Maria. La pia sposa di Gioacchino, dopo lunga sterilità, ottenne dal Signore la nascita di Maria, che a tre anni portò la Tempio, lasciandovela al servizio divino in adempimento del voto fatto. Il fondamento storico, probabile pur nella discordante letteratura apocrifa, è comunque falsamente rivestito di elementi secondari, copiati dalla vicenda della madre di Samuele.
Mancando ne Vangeli ogni accenno ai genitori della Vergine, non restano che gli scritti apocrifi, nei quali non è impossibile rinvenire, tra i predominanti elementi fantastici, qualche notizia autentica, raccolta da antiche tradizioni orali.
Il culto verso i santi genitori della B. Vergine è molto antico, tra i Greci soprattutto.In Oriente si venerava S.Anna già nel secolo VI, e tale devozione si estese lentamente in tutto l’Occidente a partire dal secolo X fino a raggiungere il suo massimo sviluppo nel secolo XV. Nel 1584 venne istituita la festività di S.Anna, mentre S. Gioacchino era lasciato discretamente in disparte, forse per la stessa discordanza sul suo nome che si rivela negli scritti apocrifi, posteriori al Protovangelo di Giacomo.
Oltre al nome di Giacchino,al padre della Vergine è dato il nome di Cleofa, di Sadoc e di Eli.
I due santi venivano celebrati separamene: S.Anna il 25 luglio dai Greci e il giorno successivo dai Latini. Nel 1584 anche S. Gioacchino trovò spazio nel calendario liturgico, dapprima il 20 marzo, per passare alla domenica nell’ottava della Assunta nel 1738, quindi al 16 agosto nel 11913 e ricongiungersi alla santa consorte, col nuovo calendario liturgico, al 26 luglio.
‹‹Dai frutti conoscerete la pianta››, dice Gesù nel Vangelo.
Noi conosciamo il fiore e il frutto soavissimo derivato dalla pianta annosa: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che per divino privilegio fu esente dal peccato di origine per essere poi il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.
Dalla santità del frutto, da Maria, deduciamo la santità dei genitori di lei, Anna e Gioacchino.
23 – 24 e 25 luglio:
Triduo di preparazione;
ore 19 S. Rosario
Celebrazione dell’ Eucarestia;
riflessioni sulla “famiglia”.
25 luglio
ore 19.30 Processione con la statua di S. Anna.
26 luglio Festa di S. ANNA e S. GIOACCHINO
Celebrazione dell’Eucaristia
ore 7 – 8 – 9 – 19.
Programma Civile
Presteranno servizio
Concerto Bandistico
“Città di Salice Salentino”
Associazione bandistica Galatea
“Città di Galatone”
Orchestra Spettacolo
“Gli amici del tempo”
La piazzetta antistante la Chiesa e le Vie adiacenti saranno addobbate e illuminate
dalla Ditta F.lli Parisi – Taurisano.
Il 16-1-2002 all’età di 96 anni in Nardò è deceduto
il Sig. Fonte Pantaleo.
“Il foglio” lo ricorda con grande stima e gratitudine perché
è stato uno dei primi sostenitori
dell’opera Parrocchiale dell’Istituto del Fanciullo, sorto nel 1965.

La nostra Superiore tra gli emigranti ...
Suor A. Teresa Di Chito “la nostra superiora” è stata scelta dalla Rev.ma Madre Generale Suor A. Virginia Sinagra, a dirigere una comunità Religiosa in Germania, presso la Missione Cattolica Italiana, per curare l’istruzione e la formazione della numerosa comunità italiana emigrata per lavoro.
Tutta la Comunità e la redazione del il foglio mentre si compiace dell’alto e onorevole incarico, ringrazia Suor A. Teresa con grande affetto, stima e gratitudine per la sua preziosa opera profusa in Galatone e Gallipoli, ed esprime i più sentiti auguri per un fecondo apostolato tra gli emigranti.
L’A.C.R. della nostra parrocchia
con il patrocinio del Comune di Galatone
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Domenica 16 Giugno 2002 alle ore 20.00
tutta la cittadinanza presso l’istituto del Fanciullo per la 1° Edizione
PREMI
Dal 1° al 5° classificato COPPA
Dal 6° al 15° classificato Premi vari
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza
Età: dai 6/11 anni e più
Le iscrizioni si potranno effettuare ogni sabato dalle ore 16,00 alle ore 18,30 entro l’8 giugno 2002 presso l’istituto del Fanciullo.
Risultati e foto della manifestazione saranno pubblicati sul nostro sito
Restaurato il dipinto del Sec. VII

Ringraziamo cordialmente la Signora Nuccia Barbone Pugliese per il suo interessamento generoso e qualificato per il lavoro di restauro eseguito dalla Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali di Puglia
Glossarietto galatonese
Vocaboli in estinzione a cura di Vittorio Zacchino
La direzione avverte i suoi gentili lettori che nei mesi estivi sarà
sospesa la pubblicazione de “il foglio”
Ringrazia tutti i coloro che hanno collaborato editorialmente
e tutti coloro che hanno sostenuto economicamente la pubblicazione.
Auguri di Vacanze serene.
Desidero ricevere, gratuitamente, il foglio del mese di Giugno
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