Home Su Commenti Forum RicercaDicembre 2000 ... segue

Sommario

Buon Natale

La Festa di gioia e d'amore in famiglia

Dio è amore” dice l’apostolo S. Giovanni.

Egli ha manifestato il suo amore nella creazione ma più nella Redenzione.

L’Incarnazione del Figlio di Dio nel seno di Maria Vergine, è la prova più grande dell’amore di Dio verso tutta l’umanità.

Ha così voluto condividere gioia e dolori della vita terrena degli uomini per insegnare la via che conduce al Padre, e , infine ha voluto offrire se stesso come “sacrificio” per riparare le colpe dei peccatori.

Festa di gioia e di pace per tutti ma in particolare tale ricorrenza festiva si avverte nelle famiglie dove risplende la luce della speranza e della fede.

Uno dei modi per vivere tale gioia è fare il “presepe in famiglia”.

È un lavoro di gruppo che coinvolge tutti, figli e genitori: dalla idea si passa alle esecuzione partendo dal materiale che ci offre la natura: muschio, sabbia, ciottoli e foglie. Non manca l’inventiva dei partecipanti: carta stagnola, fondali azzurri con le stelle di carta dorata, e da ciò che hanno conservato del passato o comperato di recente: i pastori di gesso o di plastica, le casupole dei pastori, le pecore, la capanna, la Santa Famiglia e l’angelo che annuncia la nascita del Salvatore. C’è aria di festa perché sta per nascere Gesù Bambino. A lavoro ultimato si chiamano gli amici e i vicini ……. ci sono anche dei momenti di preghiera. Perché si fa il presepe? Per fede, perché si crede che quel bambino è il Figlio di Dio per festeggiare la sua nascita; per trovare dei momenti in cui tutta la famiglia si riunisce per pregare e cantare; per mantenere una tradizione che ha avuto il suo inizio con San Francesco, il Poverello di Assisi. E tutti, piccoli e adulti, si sentono più veri davanti a Gesù Bambino e dicono con cuore sincero: Buon Natale! Facciamo nostre la parole dell’inno al Giubileo:

Sia lode a te! Verbo del Padre,/ Figlio dell’uomo nato a Betlemme,/ ti riconoscono magi e pastori./solo pace e unità!"

Amen! Alleluia!”    


Ciao!  Ciao!

È stata celebrata, l’11 Novembre, in Parrocchia, dalla A. C. R. la festa del “Ciao” che ha avuto come tema: “Ad occhi aperti”.

Incontro gioioso di fanciulli all’inizio del nuovo anno sociale che dà impulso e incoraggiamento nel cammino di formazione cristiana, nella quotidianità della vita.

Circa cinque fanciulli, guidati dagli esperti educatori, hanno dato spettacolo di gioco e di fraternità, sino a tarda sera.

Non è mancato, come di consuetudine, il momento della preghiera. La Celebrazione della Eucaristia è stato difatti il momento centrale del raduno. 

La giornata si è conclusa con un grande falò e una festosa castagnata.

                                                                                                                                      Un Partecipante  


Il gruppo Ministranti

 

Tredici fanciulli, accompagnati dai loro genitori hanno celebrato l’ammissione al Gruppo Ministranti e hanno indossato per la prima volta la tunica benedetta.

Il parroco ha espresso il compiacimento suo e della Comunità Parrocchiale, esortandoli ad essere perseveranti ed esemplari nel servire il Signore all’altare.

Dai loro occhi traspariva tanta gioia e tanto entusiasmo per il compito loro affidato.

                                                                                       

 


Riceviamo dai lettori

A proposito di catechesi agli adulti….

 

Vorrei ringraziare Don Salvatore, perché attiva nella sua comunità iniziative molto utili per alimentare la nostra fede. L’ultimo venerdì di ogni mese Mons. Resta, tiene un incontro sul l’approfondimento della nostra religione. Io lo ritengo molto importante! Ai bambini di catechismo dico sempre: quando volete bene ad una persona andate spesso a trovarla, le telefonate, portate dei doni. Ecco così è con Gesù!!! Più lo conosciamo, più gli vorremo bene e quindi andremo molto volentieri alla S. Messa, verremo con gioia al catechismo ecc. altrimenti la nostra fede come fa ad alimentarsi se ascoltiamo la sua Parola solo la Domenica? Dunque un appuntamento all’ultimo Venerdì di ogni mese per un’ora di approfondimento. L’invito è rivolto anche ai giovani.”

Con affetto

                                                                                                                                Laura Calligaro      


L'omaggio dei Francescani Salentini

alla nostra Parrocchia

In occasione del VI Centenario della Chiesa di San Francesco D’Assisi (1600 – 2000), coincidente con la conclusione dell’Anno Giubilare, la rivista di cultura della Provincia dei Frati Minori di Lecce, MISCELLANEA FRANCISCANA SALENTINA, diretta da Padre Luigi De Santis, ha contribuito alle manifestazioni commemorative pubblicando un congruo saggio del concittadino Prof. Vittorio Zacchino, che riguarda il culto dell’Immacolata e di San Francesco e i celebri dipinti restaurati di Fabrizio Santafede (1601).

Il titolo è: Note sul culto dell’Immacolata e di S. Francesco D’Assisi a Galatone e nel Salento. A margine del restauro dei dipinti di Fabrizio Santafede (1601).

Questa Parrocchia, onorata di tanta attenzione ringrazia il direttore della rivista e l’autore del saggio.


La lingua ti lu tata

 

Glossarietto galatonese

Vocaboli in estinzione

 

 

a cura di Vittorio Zacchino

 

 

ncrinazione

inclinazione, tendenza

ncriscimientu

svogliatezza, rincrescimento (anche lana= indolenza; tene na lana! )

ncrisciusu

pigro, indolente

ncruciatu

messo in croce; pieno di guai

ncuazzare

mangiare troppo; ingozzarsi(da quazzu = gozzo)

ncucchiare

accoppiare, unire; anche ragionare: (no ssi ffita cu ccocchia to palore = non riesce a mettere insieme due parole); risparmiare (aggiu ccucchiatu nu picca ti sordi = ho messo da parte un po' di denaro)

cucciare

nascondersi

ncuddhare

incollare, attaccare (n’à ncuddata la malatia = lo ha infettato); darla a bere (ci ti l’à ncuddata= chi ti ha detto questa sciocchezza?) Sputa ca ncoddha = si dice quando una cosa si avvera appena detta

ncuddhatura

parte del pane che si attacca ad altro pane mentre cuoce

nculazzare

rinculare di un veicolo

‘ncupu

cupo, profondo (tronu ncupu, acqua nducu = tuono cupo porta la pioggia)

ncurmare

colmare

ncurnata

testata

ncurpare

incolpare

Modulo di richiesta 

Desidero ricevere, gratuitamente, il foglio del mese di Dicembre 2000
 

Nome
Cognome
Indirizzo
E-Mail
Telefono

Home ] Su ]