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Sommario

 

Indulgenza e Indulgenze (II° parte)

     Come in ogni caso di un racconto prolungato, riportiamo il riassunto della puntata precedente che consiste, sostanzialmente, nel fatto che con le indulgenze ci viene rimessa la pena temporale.

Sono stati fatti degli esempi per illustrare lo stato che normalmente segue alla nostra riconciliazione con Dio (almenocché non si è fatto un atto di amore perfetto, cosa non impossibile, ma problematica, considerata…la pasta di cui siamo fatti).

Quando si spegne un incendio, è stato detto, restano gli alberi bruciati. Un ammalato grave, altro esempio, anche se la sua malattia è stata guarita, ci vorrà del tempo prima che si riprenda completamente. Ancora: perdonare una persona non comporta di colpo (magari!) la scomparsa di ogni traccia di tradimento, di incomprensione e perfino di odio, che può sopravvivere: non è un fatto che è passato invano o immediatamente.

Così anche per quanto riguarda la grazia.

Anche se si è ricevuta l’assoluzione, il "ciclone" del peccato ha lasciato le sue rovine e le sue tracce.

E’ su queste premesse che si inseriscono la dottrina e la pratica delle indulgenze. Che vengono definite come "la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati già rimessi quanto a colpa".

E’ a questo punto che interviene la Chiesa la quale "autoritativamente" dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi". Viene usato il termine "tesoro" che qualcuno, maliziosamente, potrebbe depistare su altri significati.

La sua "valuta" è semplice, anche se…senza quotazione in borsa. Il cristiano non è mai solo, ma intimamente legato alla vita degli altri cristiani: è membro di un corpo in cui circola una vita che non è esclusiva di uno a danno di un altro. La vita che circola in questo corpo è costruita ed alimentata da una…banca del sangue perennemente attiva e la cui alimentazione ha la sua sorgente in un "plusvalore" costituito dai meriti prima di tutto di Cristo e poi della Vergine e dei Santi.

L’indulgenza ci immette in questo circuito vitale, ci fa entrare in questa comunione, dandoci la possibilità di poter usufruire di questo bene e di cui (sia lontana ogni ombra di irriverenza!) diventiamo "azionisti". Ma questo, conviene ancora sottolinearlo, non avviene in modo automatico e meccanico. C’è bisogno di una disposizione interiore che sia in rapporto a quanto si riceve.

Quella che viene chiamata comunemente la pena temporale può essere rimessa solo con il concorso dell’uomo. La passività dell’uomo non fa parte del sistema cristiano. S. Agostino lo ha teorizzato con due suggestive espressioni: Dio ha potuto crearti senza di te, ma non può salvarti senza di te e, Dio ti ha creato senza che tu lo sapessi, non ti salva senza che tu lo voglia (Deus creavit te nescientem, non salvat te nisi volentem).

C’è in gioco, per essere più espliciti, la libertà dell’uomo (lo maggior dono che Dio fésse creando, per dirla con Dante), nel suo esercizio inalienabile e cosciente. E’ in forza di essa che l’uomo può sperimentare la croce e la delizia della sua volontà, tanto come forza per risorgere, tanto come freno alle sue aspirazioni più elevate.

Volere non basta: un momento non sostituisce un’abitudine: voler smettere di fumare non si trasforma in una decisione definitiva (dico bene, fumatori?). Proprio per allontanare qualsiasi sospetto di automatismo e di magia ci si è premurati, per quanto riguarda le indulgenze,di cancellare qualsiasi cifra di giorni e di tempo, come si usava nei tempi passati. C’è un’abitudine al peccato, purtroppo. La conversione a Dio è un volere istantaneo cui, normalmente, non segue un distacco definitivo. E’ in questo senso che la pena diventa un corollario della colpa.

"Quando la colpa è perdonata, solo allora comincia propriamente quella pena che consiste nell’adeguare faticosamente muscoli, nervi, respiro e battiti cardiaci al disegno della volontà divina e umana". Ancora una volta è la dimensione della Chiesa, a cui il Signore ha trasmesso il potere di legare e di sciogliere a poter disporre di un patrimonio che Le è stato affidato, per amministrarlo come segno della misericordia del Padre.

Mi pare dunque che siano del tutto fuori di luogo (se mai continuassero a persistere) i sorrisi ironici, le mezze spallucce, certe allusioni a rigurgiti medievali.

Prepariamo piuttosto il nostro cuore a ricevere questo dono di Dio e della Chiesa. Le nostre confessioni sappiamo bene come avvengono. Anche se i nostri peccati vengono rimessi, le loro conseguenze sono là, bisognose di un’indulgenza che le riduca e, augurabilmente, le elimini del tutto. Non è questo, forse, il significato dell’indulgenza giubilare, concessa in modo più largo che in altri periodi?

                                                                                                                              Don Antonio Resta          


 

Ma quella Porta rimarrà aperta

     

     Siamo ormai giunti al termine dell’Anno Santo.

Abbiamo visto, assistito, partecipato a tante liturgie giubilari, che ci hanno ridato tanta gioia, speranza e fiducia.

Manifestazioni piccole e grandi, ricche e povere, ma tutte dense di grandi significati, di testimonianze autentiche di credenti che hanno coinvolto anche molti non credenti. Emozioni a non finire, conversioni del cuore, trasformazioni della vita, ritorno a Dio, tanti buoni propositi e impegni di rinnovamento. Conserveremo tutti un gradito e perenne ricordo di quest’anno 2000.Ma la Porta che è Cristo, rimarrà sempre aperta, anche dopo l’Anno Giubilare, che con ansia e trepidazione attende i figli lontani che vi ritornino e vivano insieme nella casa di Dio.

                                                                                                                                                      Il Parroco         


l'Immacolata

     

La Chiesa contempla Maria esente dalla colpa e ricolma di ogni grazia. Ella è il segno dell’amore indistruttibile di Dio per gli uomini. Sull’esempio di Maria rispondiamo con fede e generosità al disegno di amore e di salvezza al quale Dio ci ha destinati.

Giorno 8 si celebra la Festa Della Madonna Immacolata. La Novena dell’Immacolata inizia il 29 novembre; è la Giornata dell’impegno dell’Azione Cattolica Italiana e del Gruppo Mariano.

 

                                                                                                               

 

 


L'Avvento

 

  Dio viene incontro all’uomo, inviando il suo figlio, Gesù Cristo. Egli è per tutta  

  l’umanità l’unica vera speranza. È da Lui che scaturiscono per ogni uomo la libertà,

  la salvezza e la pace.

La carità sia la virtù più vissuta in questo tempo. Il 16 dicembre inizia la Novena del Santo Natale

Si prepara il presepe in famiglia. 


Natale

 

 

Insieme ai Pastori che si recarono a vedere 

l’avvenimento del Bambino annunciato dagli Angeli, 

anche noi ci rechiamo alla culla di Gesù 

per adorare Dio tra noi. 

Non dimentichiamo particolarmente in questi giorni,

 i poveri vicini e lontani.

 

 

                                                                                                                               

 


 

 

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