
Scommetto che, chi ha cominciato a leggere quest’articolo, davanti al termine con cui inizia avrà storto la bocca: parlare ancora di digiuno, non significa ritornare ai tempi bui, all’immancabile medioevo?
La sorte sarebbe diventata diversa se avessi usato il termine dieta: per lo meno sarebbe sorta la curiosità e, chi lo sa? forse la segreta speranza di trovarvi anche qualche ricetta…
La Quaresima è iniziata e durante questo lungo periodo di tempo ascolteremo ripetutamente, logicamente nella Liturgia, il termine digiuno e il verbo digiunare.
Vogliamo approfondirne il significato, senza evocare spettri del passato, abitualmente legati a rinunce e a volti scarnificati?
Anzitutto, una constatazione: anche presso le altre religioni, la pratica del digiuno, non solo è largamente diffusa, ma è perfino imposta: chi di noi non ha sentito parlare della digiuno del Ramadan, uno dei cinque pilastri della pratica della religione islamica?
Senza andare tanto lontano e riflettendo sulle cose di casa nostra, il significato del digiuno lo si può cogliere esplorando la Bibbia in cui questo tema è diffusamente trattato.
Nella Bibbia si può intravedere una duplice specie di digiuno: quello rituale e, come tale, prescritto dalla Legge e praticato nel corso della settimana e il digiuno che si praticava in occasione di qualche evento particolarmente importante: nell’A. Testamento, Mosè digiuna prima di ricevere le tavole della Legge (Es 34, 28), nel Nuovo, Gesù prima di iniziare la sua missione (Mt 4, 2).
C’è un brano, nell’A. Testamento, che ci permette di poter inoltrarci nel significato più autentico di questa pratica: ritornate a me con tutto il cuore…laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio…(Gl 2, 12-14).
Il significato del digiuno consiste fondamentalmente in quel tornate, inteso come conversione, cioè un ritorno sui propri passi, rientrando in quella dimensione dell’amore di Dio, da cui siamo fuorusciti con il peccato. Prendere coscienza dell’ “allontanarsi da Dio”, dovrebbe significare sentire il desiderio di “ritornare a Lui”: che non si diventi come il cavallo evocato da Isaia che segue senza voltarsi la sua corsa (Is 4, 6).
Parlare di ritorno nella nostra società diventa un fatto improponibile, almeno secondo una certa concezione, che poi è quella più diffusa, identificando il ritorno come un monito esclusivamente religioso, e, più specificamente, cristiano, con una rinuncia alle grandi conquiste, di cui siamo diventati tutti gelosissimi custodi e orgogliosissimi padroni.
E’ proprio vero che la tecnica ha portato la religione al suo crepuscolo, come ha scritto un intellettuale del nostro tempo?
Eppure, risuona come non mai e con la stessa urgenza del suo tempo, il monito che rivolgeva il profeta Elia al popolo d’Israele: Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece è Baal, seguite Lui (1 Re, 18, 21).
Il dio Baal, di cui parlava Elia, corrispondeva ai vari Baal del nostro tempo, conosciuti benissimo da tutti e seguitissimi, più di quanto non facessero gli Ebrei in quei tempi lontani: il denaro, il lusso, il sesso hanno arricchito un panteon i cui devoti sono aumentati a dismisura.
Quanto Elia annunciava ai suoi tempi veniva ripreso con ancora più chiarezza da Gesù, nel N. Testamento, con la celebre affermazione: Non potete servire a due padroni (Mt 6, 24): l’alternativa è ineludibile: l’uno dovrà cedere il posto all’altro. Le scelte della nostra società ne sono una conferma clamorosa.
E’ indubbio che qualsiasi epoca della storia ha intrapreso certi percorsi che poi, alla resa, si sono manifestati come fallimentari: la nostra epoca non ne è stata immune. Sono stati e sono percorsi che nonostante le loro seducenti prospettive, non hanno portato alle mete intraviste e vagheggiate.
Ancora la voce di un profeta: Perché volete morire, o Israeliti? (Is 18, 31). E sembrerebbe proprio che il percorso della nostra società sia un percorso di morte, intesa nella sua accezione più varia.
Riscoprire allora il significato del digiuno: reinventarlo, in ogni caso legandolo a quelle forme che lo possano rendere più attuale e, quindi, più fecondo.
Quali possono essere le forme da praticare, senza snaturarlo di un suo contenuto che lo trasformi in una pratica religiosa e che non sia una forma di ostentazione, così come veniva praticata ai tempi di Gesù e dallo stesso Gesù duramente condannata? (Mt 6, 16-18).
E’ attuale quanto la Chiesa canta nella sua Liturgia, un sentiero percorribile per vivere più fecondamente la Quaresima: Usiamo parcamente di parole, cibi e bevande…Siamo più vigili nel custodire i sensi. Se una volta il cibo lo si identificava con qualche cosa di esclusivamente materiale (la carne, soprattutto), oggi il suo significato si è allargato: in questo senso, l’astenersene, ha conservato la sua piena attualità.
Tradotto in termini moderni potrebbe diventare un’esortazione ad usare delle parole a tempo debito, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione…(Gc 4, 11), con quelle pause di silenzio, sempre più rare, che le rendono anche più efficaci.
Ancora: un’esortazione a un digiuno delle immagini da cui siamo sommersi, con il rischio di “inquinare” quell’ “immagine” riflessa in tutta la creazione e in particolare nella persona umana.
L’elenco potrebbe continuare, ma la conclusione più ovvia e più immediata non può essere che questa: digiuno o dieta, cerchiamo di fare qualche cosa durante questa Quaresima: le avremo dato un contenuto e un significato, e non appena in senso religioso…
Don Antonio Resta.

Il Consiglio Parrocchiale propone il seguente Programma Pastorale in preparazione alla Pasqua.
LA CATECHESI
L’impegno primario è: ascoltare e conoscere la Parola di Dio. E’ questa la sorgente della Fede e della Vita.
Un Gruppo di volontari, guidati dal Parroco, terranno nelle Famiglie incontri di ascolto e di preghiera.
Ogni Giovedì in Parrocchia continuano gli incontri sulla Liturgia Domenicale.
Maggiore risalto si dà alla parte didattica nella Celebrazione domenicale dell’Eucarestia.
Continua la Catechesi nelle Famiglie in preparazione del Battesimo.
Saranno convocati i genitori dei Fanciulli del Catechismo.
Le Associazioni e i Gruppi Parrocchiali saranno impegnati nella partecipazione agli incontri di Formazione.
LITURGIA e SACRAMENTI
E’ la Vita del Cristiano.
Dopo l’ascolto segue la testimonianza. Oltre a seguire il Programma proposto dall’Annuario Liturgico della Chiesa, in particolare si programma:
Ogni Venerdì- ore 17.00
LA VIA CRUCIS – in Chiesa
Ogni Domenica
Animazione della Messa da parte
dei Gruppi Parrocchiali e degli alunni del Catechismo.
L’11 Marzo – ore 19.00
In Chiesa celebrazione Comunitaria del Sacramento della Penitenza.
Parteciperanno tutti i Sacerdoti del luogo.
Il 17 Marzo – ore 16.00
Celebrazione della Festa del Perdono per i Bambini del III Corso e dei loro genitori.
Il 22 Marzo – ore 10.00
Celebrazione del Sacramento degli Infermi e Anziani nella Chiesa “Madonna dell’Odegitria”
Il 23 Marzo – ore 16.00
Via Crucis per le vie della Parrocchia, animata dalle Associazioni e Gruppi Parrocchiali.
Il 24 Marzo – ore 9.00
Benedizione delle palme e processione.
Il 24 Marzo – ore 19.30
Rappresentazione sacra della Passione di Cristo presentata dai Gruppi impegnati di tutte le Parrocchie per le vie e le piazze di Galatone.
Il 29 Marzo – ore 19.30
Processione di Gesù Morto e dei Misteri dolorosi.
LA CARITA’
Non c’è vita cristiana senza la Carità. L’amore verso il prossimo si misura dal come e quanto si fa per aiutarlo nel bisogno. A ciò serve il Digiuno Quaresimale.
In questo periodo i volontari della carità, i Ministranti straordinari della Eucarestia, tutti coloro che prestano un servizio nella Chiesa, saranno più motivati nel loro compito

Domenica 10 febbraio 2002 nella Parrocchia San Francesco D’Assisi in Galatone è stata celebrata la consacrazione di otto ministranti.
Preparati dalla Madre Superiora, da Suor Anna Brigida e dal seminarista Alberto Corrente, durante la Santa Messa delle 9.30, questi ragazzi accompagnati dai loro genitori hanno indossato per la prima volta la tunica benedetta. I nuovi ministranti sono:
Cardinale Enrico, Murrone Alessio, Potenza Pasquale, Trasca Marco, Maggiore Andrea, Zizzari Angelo, Palermo Igor, Cascione Antonio.
IL parroco Don Salvatore Martalò, durante l’omelia, ha esaltato la figura del ministrante definendola piccola LUCE per la Chiesa Cristiana e compiacendosi di questo nuovo incarico li esortava ad essere perseveranti ed esemplari nel servire il Signore all’altare.
Pieni di gioia e con gli occhi lucidi per l’emozione hanno letto la preghiera dei ministranti dimostrando tanta felicità e tanto entusiasmo per il compito loro affidato.
Ci auguriamo che l’inizio del cammino di questi ragazzi sia d’esempio affinché altre piccole luci si aggiungano a queste sperando che un domani qualcuna diventi una grande Luce capace di diffondere la Parola di Cristo.
Alberto Corrente
Il nuovo Consiglio dell'Azione Cattolica
Il 18 gennaio 2002, presso la nostra Sala “S. Francesco”, si è svolta la votazione per i nuovi incarichi dell’Azione Cattolica.
Riportiamo i nominativi con le rispettive cariche.
Bruno DE BENEDETTO: Presidente Consiglio Parrocchiale
Don Salvatore MARTALO: Assistente
Cecilia DELLA TORRE: Segreteria V.P. Consiglio Parrocchiale
Luciano VAGLIO: Segreteria V.P. Consiglio Parrocchiale
Antonio POTENZA: Amministratore
Pietro VACCARI: Responsabile Educatore Adulti
Liliana SCHITO: Responsabile Educatatore Adulti
Sandro CASALUCI: Responsabile Educatore Giovani
Cinzia GRIFFINI: Responsabile Educatore Giovanissimi
M.Rosaria ZIZZARI: Educatore A.C.R.
Luigi CALO’: Educatore A.C.R.
Lidia FATTIZZO: Assistente A.C.R.
Gabriella DEL BENE: Assistente A.C.R.
Settimana Teologica Diocesana - 18 - 22 Febbraio 2002
Si è svolta a Casarano presso l’Euroitalia, la settimana Teologica Diocesana. Tema: “Chi cercate? Il tuo Volto, Signore, noi cerchiamo”
Relatore: S. E. Mons. Luciano PACOMIO, Vescovo di Mondovì.
Affollatissima è stata la presenza dei fedeli che hanno partecipato con grande assiduità e attenzione.
La Chiesa locale è stata interessata e coinvolta dalla dotta esposizione del relatore, ricevendo un forte stimolo nell’autentica interpretazione dei Vangeli del cammino da seguire nel Terzo Millenio.
8 Marzo
Per la festa della donna un bel regalo
2 Volumi di Mons. Don Antonio Resta:
“Le DONNE della BIBBIA”
“Le DONNE del VANGELO”
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Per informazioni rivolgersi al Parroco.
Tel. 0833-865307/0833-865069
Mostra Fotografica della Sacra Sindone

Presso la Parrocchia “S. Cuore” di Galatone è allestita una interessante Mostra Fotografica della Sacra Sindone.
Si può visitare dal giorno 13 febbraio al 23 marzo, dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00, previa comunicazione al Parroco Don Luigi Filieri. Tel. 0833-867406
Ecco alcuni link interessanti sulla Sacra Sindone:
Archivio fotografico ostensione della Sacra Sindone in live Internet (Duomo di Torino)
La Sacra Sindone: storia del lenzuolo che avvolse il corpo di Gesu'
Glossarietto galatonese
Vocaboli in estinzione a cura di Vittorio Zacchino
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perdenza |
perdita; a ddò nc’è gustu non c’è perdenza = se una cosa si fa con piacere, non si bada se procura perdita |
| pirdire | perdere; quiddu ca lassi pierdi (quel che lasci perdi, ovvero accontentati anche del poco) |
| petra |
pietra; petramula = macina del mulino; ogne petra asa parete = ogni pietra fa crescere il muro,vale adire anche le piccole cose sono utili. |
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petrogliu |
petrolio, lume a petrolio |
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pettula |
pettola e lembo della camicia |
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pezza |
panno, straccio, toppa; gghhè na bona pezza = è un cattivo soggetto |
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pezzettu |
pezzo di carne alla brace o in umido |
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piattera |
scolapiatti |
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pica |
gazza; donna pettegola;pene; |
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picaredda |
piccolo pene |
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picca |
poco |
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piccatu |
peccato; si tice lu piccatu e nno lu piccatore |
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picozzu |
fraticello |
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picuredda |
pecorina; nuvoletta (cielu a picuredde, accqua a carruzzedde (pioggia abbondante) |
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picurieddu |
agnellino; a p. = carponi |
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piccussine |
così (piccussine cunti a ssìrita = così ti rivolgi a tuo padre?) |
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piernu |
danno; m’à ncuddatu stu piernu = mi ha procurato questo guaio |
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piezzu |
pezzo; blocco di pietra; (nu piezzu ti pane = la pagnotta; nu piezzu ti fessa = stupido |
| pila | pila, vasca di pietra per lavare panni o conservarel’olio; caccia la pila = caccia i soldi |
| pìnnulu | pillola |
| pintu escuddatu | dipinto e staccato dal quadro, cioè, tale e quale,identico |
| pirascinu | pero selvatico |
| pitaccia | l’apertura dei calzoni |
| pitata | patata e pedata |
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iticinu |
peduncolo |
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pitruddu |
sassolino |
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