Sommario

 

 

Anno X°

Il nostro “foglio” compie il decimo anno di vita . Un bel traguardo, di cui la Direzione e i lettori possono sentirsi soddisfatti.

Già sin dal primo numero sono state chiare le sue finalità : cultura - formazione informativa religiosa.

Pensiamo di essere stati fedeli migliorando pian piano la veste tipografica. Pertanto è doveroso esprimere un ringraziamento più cordiale a tutti i collaboratori, a tutti i sostenitori e lettori.

Ora si ricomincia, come prima, con umiltà, semplicità ma con tanta fede.

La redazione


La prima estate del nuovo millennio

 

E così, anche la prima estate del nuovo millennio, è volata via! Silenziosa, come solo il tempo sa fare. Alieno da qualsiasi rumore, opera con la sua implacabile andatura: e lascia il segno, eccome!

Sorvolo sui vari e tanti pettegolezzi (gossip, per chi ama i vocaboli alla moda!) che la bella stagione normalmente porta con sé, quest’anno arricchiti da una telenovela, ai limiti del serio o del ridicolo, per confluire alla fine, non si sa se nel grottesco e nel patetico e che ha visto come protagonista (!) anche un ecclesiastico di alto rango.

A livello meno “chiacchierato”, che cosa ci ha lasciato l’estate dell’inizio del terzo millennio?

Anzitutto, mi pare, un avvenimento che, a ragione, ha riempito le pagine dei giornali: la riunione del G8, a Genova, con delle conseguenze, che, pur temute, non si pensava potessero avere un epilogo così doloroso.

E’ ancora sotto gli occhi di tutti (e come potrebbe essere differente, del resto?) quello che è successo. Una presenza di contestatori (da tutti ritenuta legittima) che ha degenerato in atti di violenza, da tutti, anche questi, unanimemente condannati.

Al di là di quelle che possono essere le lettura “politiche” di quanto è successo e che si fanno, più o meno partigianamente, da parte di “opinionisti” e dei grandi mezzi di comunicazione sociale, potete intuire quale è il nostro pensiero, modesto quanto volete, ma che vuole essere la voce di un cittadino qualsiasi: la violenza, da qualunque parte essa venga, e per qualsiasi motivo si manifesti, è sempre da condannare, specie poi quando il suo prezzo è la perdita di una vita umana.

Tutti ingredienti perché i fatti di Genova possano invitare a una riflessione seria, specie ora che, a campionato iniziato, ci possono essere i luoghi e le occasioni dove la violenza si possa manifestare: leggi: stadi e manifestazioni sportive.

Per riprendere il discorso su Genova, la circostanza, pur dolorosa, ci ha dato la possibilità, in ogni caso, di poter riflettere sulle grandi problematiche che attendono il terzo millennio, prima fra tutte quella della globalizzazzione che, ci siamo resi conto, ha dei riflessi in tutti i campi e a qualsiasi livello, con tutte le conseguenze che questo comporta.

Il secondo “avvenimento” della nostra estate riguarda una mia esperienza personale che mi permetto di presentarvi per i risvolti che ha nella nostra vita di “cittadini del mondo” (globalizzazione?) e di cristiani. Ve la racconto brevemente.

Il Pontificio Istituto Missioni Estere di cui fa parte il nostro concittadino P. Donato Vaglio, che da sessanta anni opera in Brasile, (la sorella vive a Nardò, rispettivamente moglie e madre di due notissimi uomini politici) ha organizzato un viaggio (a prezzo “stracciato”, peraltro) nelle missioni dove l’Istituto è presente, e precisamente in Birmania e in Tailandia.

Ho dato la mia adesione e per dieci giorni (2-12 luglio) abbiamo vissuto (eravamo un gruppo ristretto di sacerdoti) in quei luoghi ed è stata, credetemi, un’esperienza che non dimenticherò. E per due motivi.

Il primo, quello di visitare quei villaggi, ammirati (si fa per dire!) sulle riviste non solo missionarie. Capanne immerse nel fango (era il periodo dei monsoni e le piogge torrenziali ci hanno accompagnato quasi tutti i giorni), con il contorno di squallore inimmaginabile nelle nostre latitudini. E quei cristiani che ci hanno accolto con tanto calore! Un giorno abbiamo pranzato in una loro capanna: potete intuire che…la hall era quella di un albergo…senza stelle!

Tutto il nostro “superfluo” per loro è indispensabile!

Che dire dei bambini, numerosissimi, con nei loro occhi, l’unica certezza, quella della vita, schermata, peraltro, da una inconscia e quasi palpabile malinconia?

Le vaccinazioni? La terra, ci rispondevano. Il loro cibo? Quello che potevano rimediare dal seno delle loro mamme, simili a sacchetti spremuti, con una improponibile offerta di cibo.

Il secondo motivo: i missionari: la loro generosità e il loro eroismo.

Anche noi, preti, abbiamo loro manifestato la nostra ammirazione per quello che fanno (e lì si può toccare veramente con mano) e per i sacrifici cui sanno di andare incontro (non secondari quelli dell’alimentazione e del clima) abbandonando la propria terra, per immergersi in un habitat completamente differente: solo vivendovi, anche se per pochi giorni, ce ne si può rendere conto.

Mi fa piacere notificarvi questa mia esperienza nel nostro giornalino del mese di ottobre, dedicato alle missioni e culminante, l’ultima domenica, con la Giornata missionaria mondiale.

Il mio proposito, dopo quella esperienza, è stato quello di impegnarmi ad esortare a voler più bene ai nostri missionari, di aiutarli anche materialmente (soprattutto finanziariamente), con la certezza che quei soldi sono dati e spesi bene: indirizzati, comunque, a sostenere delle opere che contribuiscono all’educazione “umana”, quindi civile e religiosa, di persone che non vengono “sfruttate” per fini perversi, se non addirittura aberranti (e quelle nazioni ne sanno qualche cosa…).

Non vorrei far passare sotto silenzio un altro avvenimento che ha caratterizzato la scorsa estate: la scomparsa di due personaggi che hanno segnato la cultura del nostro secolo appena tramontato: un ultranovantenne e un novantenne, uno “laico”, l’altro cattolico (come si vede, anche il Padreterno non è insensibile al richiamo della par condicio!).

Per quanto riguarda il Primo, sono stato assiduo lettore dei suoi articoli (non dei suoi libri) (notoriamente un grandissimo Giornalista), del Secondo ho letto qualche saggio di critica letteraria.

Sarei tentato di aggiungere qualche osservazione in merito soprattutto al Primo: ma lo spazio è finito e il nostro Direttore è inflessibile.

Sono costretto a rinunciare, facendo un sacrificio che offro volentieri per i nostri missionari: anzi, per il nostro P. Donato: insomma, è o non è un mio compaesano?

Don Antonio Resta


40 Anni

 

Il 4 ottobre 2001 la nostra comunità Parrocchiale compie 40 di vita.

Il “Seme” gettato nella terra il 4 ottobre 1961 è sbocciato, è cresciuto diventando un albero promettente con fiori e frutti.

Merito dell’Agricoltore divino che attraverso i suoi operai, sa guidare e far crescere la pianta. La nostra comunità che è sorta col titolo di “San Francesco D’Assisi”, si è sforzata di seguire le sue virtù: umiltà, semplicità, povertà, alimentate dalla meditazione sulla parola di Dio e dalla grazia dei Sacramenti. Nel 1997 ha celebrato il suo xxv°, prima tappa di riflessioni e di revisione.

Ripreso il cammino, la comunità, diventata più matura, ha maggiormente preso coscienza di sé e ha potuto realizzare progetti più ampi e generosi.

Ha voluto seguire il passo dei tempi servendosi dei mezzi di comunicazione che la tecnologia più avanzata ha messo a nostra disposizione convinta che il futuro è di chi riesce a occupare lo spazio in tutti in campi e farvi veicolare le proprie idee.

Ed è ciò che affidiamo nelle mani delle nuove generazioni per un avvenire più bello, più pulito, più affascinante e più sereno.

 

Il Parroco

 


Album Parrocchiale

Vi ricordiamo che, anche se la pubblicazione de “il foglio” è stata sospesa in questi mesi estivi, il nostro sito ha continuato la sua attività di informazione. Vi invitiamo a visitarlo e non rimarrete sicuramente delusi!. Ne approfittiamo per comunicarvi che nella sezione “anagrafe parrocchiale” vorremmo inserire oltre che i nomi (già presenti) dei battezzati, dei matrimoni e dei defunti anche le vostre foto ricordo. Vi invitiamo, pertanto, se siete d'accordo, a farci avere una vostra foto (qualsiasi formato) che vi restituiremo immediatamente. Il periodo preso in considerazione va dall’apertura del nostro sito ovvero il 4 febbraio 2001 in poi.

Ringraziamo i 2.400 visitatori che hanno visitato il nostro sito parrocchiale, vi invitiamo a farci visita sempre più numerosi e a collaborare con noi per renderlo sempre più utile ed interessante.

Lo staff


Auguri a ...

“Signore ti ringraziamo d’averci dato l’amore.

Ci hai pensato “insieme” prima del tempo,

e fin da ora ci hai amati così, l’uno accanto all’altro……”

(dalla preghiera dei fidanzati di G. Perico)

 

Il 25 agosto del 2001 è stato celebrato nella nostra Parrocchia il matrimonio di Sandro Casaluci con Marcella Giuri; il 06 ottobre 2001 sarà celebrato il matrimonio di Mauro Longo con Katia De Martinis: Ai neo sposi la comunità Parrocchiale, riconoscente per la loro collaborazione nella pastorale giovanile, esprime i più cordiali auguri di ogni bene!!


Nel Cuore di Dio ...

Si, “nel Cuore di Dio”, questo era il tema di un campo/scuola cui ho partecipato nell’ultima settimana di Agosto. Un cuore dove c’è posto per tutti, e dove tutti ci possiamo chiamare figli di Dio e fratelli in Gesù Cristo. Le vacanze estive sono finite, ritorniamo alla nostra vita quotidiana.

Al ritorno dalle vacanze troviamo dei cambiamenti nelle nostre Parrocchie: la Chiesa Madre è stata affidata a Don Giuseppe Casciaro; la Parrocchia SS. Medici a Don Cosimo Colazzo; e a Don Giuseppe Orlando la Parrocchia Santa Famiglia di Nardò.

L’augurio è che si producano semi di gioia, di cui tutti possano usufruire, che rifioriranno nel giardino di Dio, e ………

Auguri ed ad maiora.

 

Giuseppe Musardo

 


Ottobre Missionario

 

Il 21 ottobre si celebra la Giornata Missionaria Mondiale. Bisogna essere vicini con la Preghiera e con l’offerta a tutti i Missionari sparsi nel mondo. Ecco cosa fare:

Pregare:

  • per i missionari che sono i veri realizzatori dell’unione di tutti i popoli, nel nome e con la Grazia di Gesù;

  • per chi non ha pane, né casa, né lavoro; chiedere per tutti l’onestà della vita, la fede, la pace;

 

Offrire:

  • con gioia e generosità il contributo in denaro per il sostentamento dei Missionari e per le loro opere a favore dei poveri.