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In
qualunque città entriate prima dite “Pace a voi”, così raccomanda
Gesù ai suoi discepoli ed è questo il saluto che rivolgo a tutti voi
questa sera nel nome di Cristo Signore. “Pace a voi”: a ciascuno di
voi, alle vostre famiglie, a tutta la comunità parrocchiale.
Sia questo
l’augurio che da inizio a questo mio ministero in mezzo a voi. Siete
un dono prezioso del Signore! Riflettevo proprio grazie alla
liturgia della parola di oggi, come ogni comunità è questa
perla preziosa, questo tesoro che viene affidato alle cure di un
pastore, scelto dagli altri, perché possa guidare il popolo di Dio
in cammino nel tempo.
Chiaramente, come già diceva il Vescovo durante l’omelia, anche io
mi sono soffermato su quella preghiera di Salomone della 1° Lettura:
è proprio azzeccata, sono giovane, ho bisogno della sapienza del
cuore. Il Vescovo diceva proprio questo: di allargare il cuore, di
fare del mio cuore una casa per accogliere tutti. Ed ho bisogno
della grazia del Signore perché questo avvenga in me. Ma chiedo a
voi anche un’altra cosa questa sera: fate della Chiesa la vostra
casa, sentitevi a casa, sentiamoci veramente una famiglia, famiglia
di Dio radunata nel suo nome. Cerchiamo di camminare insieme
collaborando tutti quanti per la costruzione di questo edificio di
Dio che è la Chiesa.
Tanta
collaborazione ho visto in questi giorni, e ringrazio veramente
tutti quanti, tutti coloro che si sono dati da fare nei giorni
scorsi e anche oggi per preparare questa celebrazione: da quelli che
concretamente hanno dato una mano per il palco, al coro, tutti.
Camminiamo insieme, insieme potremo fare grandi cose, da solo io
sarei perso, riuscirei a fare ben poco. Diceva una canzone di un
musical: "una formica da sola è solo una formica, non può fare
niente; un piccolo sasso davanti ai suoi occhi è una montagna; ma se
una formica può contare sull’aiuto di un’altra formica e di un’altra
ancora, insieme possono spostare le montagne".
E’ questo
che vi chiedo: statemi accanto, camminiamo insieme, lavoriamo
insieme perché tutti possiamo crescere nel nome e per amore del
Signore.
Un grazie
sentito va, oltre a tutti coloro che ho ringraziato prima, a tutti
quelli che sono venuti a questa celebrazione dimostrandomi il loro
affetto, sia da Neviano che da Aradeo che da altre parti e
quanti altri mi conoscono.
Ringrazio
veramente tutti di cuore e vi chiedo di accompagnarmi sempre con la
vostra preghiera.
Un grazie
speciale va ai confratelli sacerdoti, che sono stati qui presenti
questa sera.
Un augurio
tutto particolare a don Salvatore, in questa felice coincidenza del
mio ingresso e del 55° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
Auguro anche un
buon cammino e buon lavoro a don Tommaso nella sua nuova parrocchia:
grazie per tutto quello che hai fatto per questa comunità, so che ti
portano nel cuore. Stai certo che ti porteremo nel cuore e ti ricorderemo anche
nelle nostre preghiere.
Un grazie
in ultimo (e non per ultimo) al Vescovo, per la fiducia che ha
riposto in me e per avermi dato questo ufficio così importante.
Sicuramente lui mi accompagna, ha sempre dimostrato la sua stima e
il suo affetto nei miei riguardi, so che posso contare su di lui, e quindi con fiducia
vado avanti certo che la sua guida sicura mi accompagnerà.
E infine un
grazie a chi, al di sopra di tutto, governa ogni cosa: al Signore.
Solo Lui
può guidarmi, solo Lui può sostenermi nel cammino alla guida di
questa comunità.
Ed è a Lui
che mi affido e alla sua grazia e alla sua misericordia che imploro,
affinché possa avere veramente un cuore capace di ascoltare, un
cuore capace di accogliere, di amare, di farsi prossimo a ciascuno di
voi, per poter tutti insieme andare incontro a Lui lodando e
benedicendo sempre il suo nome.
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